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Benedetto XVI ad Arezzo, un Papa fra la gente Cronaca

Domenica 13 Maggio: la giornata cruciale per la cittadina toscana inizia già alle prime luci del mattino, con una fiumana colorata di sacche a tracolla e cappellini a tesa larga. Pellegrini, curiosi, fedeli e turisti giunti ad Arezzo per incontrare Bendetto XVI iniziano a confluire verso le quattro direttrici di accesso con un ordine quasi inaspettato: giusto nei punti di snodo fra Via Guido Monaco e Piazza San Francesco si presenta qualche incertezza di transito, ma in meno di mezz'ora l'ingresso al Prato è garantito.
Genitori indaffarati con i pass, nonni con le vettovaglie per il pranzo all'aperto, bambini al seguito della propria parrocchia, sacerdoti che sgranano le Litanie del Rosario e capannelli di stranieri incuriositi da un viavai insolito per una domenica mattina: lo scenario aretino non si è mai presentato in questa veste, forse neanche diciannove anni fa, quando a far visita alla città era stato Giovanni Paolo II.

Nonostante l'incredibile afflusso di persone, la macchina organizzativa funziona a dovere: forze dell'ordine, volontari, operatori sanitari e tecnici televisivi riescono ad accordare i loro strumenti per permettere un passaggio funzionale verso le aree del Prato destinate ai fedeli. Nonostante le condizioni meteorologiche incerte, l'evento riesce serenamente a entrare nel vivo della sua testimonianza.
Con l'arrivo del Papa alla Cattedra allestita nel grande palco a pochi passi dal Duomo, il cerimoniale di saluto prevede gli interventi del Sindaco Giuseppe Fanfani e di S.E. Mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Il saluto delle due autorità prende spunto dalle attuali condizioni sociali della città e del Paese per donare a Benedetto XVI un ricordo vivo di Arezzo."Mi è piaciuto molto il dono che proviene da UnoAerre, una realtà importante dal punto di vista lavorativo per la nostra città che si fonda sull'industria dell'oro", commenta Laura, 27 anni, "magari sarebbe stato bello se il dono fosse stato consegnato al Santo Padre da uno di quei lavoratori che hanno ritrovato la speranza".

La visita di Benedetto XVI sarà anche ricordata come la prima tappa di Papa Ratzinger in Toscana, e non è difficile incrociare pellegrini provenienti da altre province, come Don Diego, guida spirituale dell'Associazione Maria Madre Nostra: "Sono molto lieto di essere presente a questo incontro; sono di Pistoia e accompagno una comunità di disabili. Credo che la sfida per tutta la nostra regione sia nelle parole lanciate da Benedetto XVI: quale umanesimo consegniamo alle nuove generazioni?".
Sono davvero numerose le associazioni e i movimenti ecclesiastici nel parterre del Prato, e a rappresentare queste fervide realtà diocesane c'è anche Carlo Leonardi, Presidente dell'Azione Cattolica: "Penso sia stato un evento bello, gioioso e sereno. Il tempo ci ha davvero assistito, e penso si sia respirato un clima di spiritualità e di fede". Dello stesso parere è anche Suor Ilaria, presenza canora del Santuario di S. Maria delle Vertighe: "Sicuramente la celebrazione è stata bellissima. Quando c'è il Papa la Grazia di Dio si sente tantissimo".

Non solo giovani e adulti, ma anche pellegrini con tante primavere sulle spalle, gli stessi che si incrociano sulla via del ritorno dalla S. Messa: "La giornata è stata straordinaria e l'esperienza di sicuro particolare. L'ultima volta avevamo visto Giovanni Paolo II, spero di poter vedere anche il prossimo Papa. Certo, in questo momento c'è qualche ingorgo di troppo, ma l'importante è saper aspettare". Le parole dei nonni Ivan e Maria si agganciano ai commenti dei volontari, l'invisibile colonna portante del grande evento: "Il bilancio è positivo", afferma Michele, membro della Pastorale Giovanile Diocesana, "e credo che con calma e pazienza, almeno da parte nostra, si possa risolvere ogni problema. Voglio essere sincero, però: molte persone hanno avuto buon senso, altrettante invece non hanno dimostrato lo stesso spirito. Niente di rilevante, in ogni caso". A questa dichiarazione si affianca quella di Gianmario, volontario universitario: "Purtroppo ci sono stato problemi, poiché le persone hanno iniziato a uscire prima che ci fossero le condizioni di sicurezza per farlo. Per fortuna abbiamo risolto tutto".

A parte certi momenti più delicati, umanamente prevedibili per i numeri in gioco, il deflusso dei pellegrini si svolge senza imprevisti lungo i percorsi prestabiliti, e rincuora la dichiarazione di Maurizio, operatore della Croce Bianca di Arezzo: "Per ora è andato tutto bene, e non abbiamo registrato incidenti di rilievo. La giornata però è ancora molto lunga, e fino alle 16.30 saremo in servizio". Manca poco, dunque, alla seconda parte della visita papale ad Arezzo: nubi permettendo, le prossime tappe di Benedetto XVI coinvolgeranno una rievocazione storica della Giostra del Saracino, un saluto all'eliporto dalle scolaresche aretine e le due mete restanti del viaggio, ovvero La Verna e Sansepolcro. 

  

 

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