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Benigni: “Renzi premier, io farò il sindaco” Cronaca

Fosse per lui, Monti lo metterebbe in Paradiso e non certo all'Inferno come qualcuno gli suggerisce. Alla fine, dopo una rapida riflessione, il professore e premier lo piazza "in Purgatorio, perchè è il posto piu' tecnico", stilisticamente, s'intende, "mai creato da Dante". Ma l'attenzione di Roberto Benigni, che oggi a Palazzo Vecchio, in un Salone dei Cinquecento gremito di persone, ha potuto finalmente ritirare la cittadinanza onoraria fiorentina a lui conferita 13 anni fa dall'allora primo cittadino Mario Primicerio, è tutta o quasi per l'attuale sindaco Matteo Renzi, e la sua ormai imminente discesa in campo per le primarie del centrosinistra. "O Matteo, ma ti candidi? tu ci devi dire si' o no, ci pensano tutti. Ci ha pensato anche Balotelli: nella partita con la Spagna si e' fermato davanti al portiere ed ha detto: ma Renzi si candida o no?", scherza l'attore.

E poi: "La cittadinanza onoraria me l'hai data uno perche' oggi scatta l'Imu e me la vuoi far pagare e poi perche' ci sono le primarie e così ora devo votare a Firenze…", lo ha bacchettato Benigni. Ammonendolo, anche: "sai, la prossima settimana vo a Bologna, anche Bersani con il sindaco Virginio Merola me l'ha fatta dare, la cittadinanza la'". Il comico, però, pur pressato dalle domande dei giornalisti, non ha voluto svelare a quale dei due probabili contendenti darà il suo voto nella consultazione. "Quelli come Matteo Renzi sono tesori – si è limitato ad osservare – io poi Matteo lo prendo in braccio come Berlinguer fin da quando è bambino. Cosa voterò? lo vedrete il giorno delle primarie: anche perchè io non sono per il voto segreto, bensì per quello plateale". Ma un'idea, su come le primarie andranno a finire, Benigni di sicuro ce l'ha: "Renzi, quando sarai premier – lo apostrofa – vengo io a fare il sindaco a Firenze: tra l'altro ora i comici vanno anche di moda", rilancia, con una stoccata laterale a Beppe Grillo ed all'exploit dei suoi accoliti alle ultime amministrative. Nell'ormai classico show satirico del Robertaccio mattattore  non può mancare una frustata anche per il contestato ministro del lavoro  sull'annosa questione del numero degli esodati ("siamo nel Salone dei Cinquecento, Cinquecento per l'Inps, 50 per la Fornero") ed ovviamente per il suo 'avversario' preferito, Berlusconi.

"Parlo di Dante e Firenze da 20 anni, e ora finalmente mi hanno dato la cittadinanza onoraria -alza le braccia – però parlo anche di un'altra persona da 20 anni, e mai che da Arcore mi sia arrivato qualcosa…" Infine la sorpresa: con il regalo della cittadinanza onoraria a Benigni, arriva anche l'annuncio di un regalo di Benigni alla città: la nuova serie di 'Tuttodante',  serate di lettura della Divina Commedia, che l'attore iniziò nell'estate 2006 leggendo in Santa Croce i primi dieci canti dell'Inferno, il 26esimo su Ulisse ed il 33esimo, l'ultimo della cantica. Ora, dal 20 luglio al 6 agosto, sempre in Santa Croce, Benigni riprenderà il cammino dell'Alighieri nell'Oltretomba, ripartendo dall'undicesimo canto ed arrivando fino al 22esimo: "parleremo di ruffiani, adulatori, preti che trafficano in denaro, corrotti e corruttori, insomma più moderni e attuali di così si muore", scherza ancora Benigni. A differenza di sei anni fa, però, non ci sarà solo la lettura dei versi danteschi, ma ogni declamazione sarà anticipata da mezz'ora di pura satira "bruciante e cocente", ha annunciato l'attore, esclusivamente dedicata all'attualità politica. Quella vera, che e' molto peggio di quella del Trecento raccontata da Dante. 

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