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Benvenuti musicista testimonial parla di teatro, tv e futuro Società

“Ho accolto con piacere la possibilità di abbinare lo spettacolo al progetto Ammec non solo perché una delle famiglie organizzatrici dell’evento è una carissima amica – ha detto Alessandro Benvenuti – ma anche perché sono molto sensibile a tutto quello che riguarda il mondo del volontariato. Quando si è prospettata l’idea di realizzare qualcosa d’importante attraverso il teatro ho accettato immediatamente e a titolo gratuito”. Tante erano le persone che aspettando di poter accedere alla sala del teatro si erano soffermate all’ingresso tra i banchi dell’associazione e mentre ancora sul palco si stavano eseguendo le ultime prove prima dell’inizio dello spettacolo musicale, ci siamo soffermati con il regista toscano sull’evoluzione del mondo del teatro. “Io sono nato musicista e poi sono diventato attore teatrale e cinematografico poi regista e sceneggiatore. Al mio esordio, parliamo degli anni 70 – prosegue Alessandro Benvenuti – il palcoscenico era una fucina d’idee, gi artisti avevano dietro di se un enorme baglio di allenamento, quella che chiamiamo gavetta, i registi e i produttori avevano voglia e le possibilità di scommettere rischiando. Oggi il mondo del teatro è cambiato molto, possiamo dire che oggi tutti hanno la possibilità di fare teatro, cinema o televisione ma senza un lavoro dietro, una lunga gavetta molto presto il sogno svanisce. Basta vedere quante meteore passano dalla televisione per poi sparire nel nulla. La televisione generalista è un po’ la causa di questo mutamento che da una parte ha permesso un po’ a tutti di intraprendere la carriera dell’attore e dall’altra però non permette di rischiare su nuovi programmi. Anche il pubblico è decisamente più onnivoro, accetta tutto quasi passivamente, negli anni settanta se uno spettacolo non piaceva, esisteva il serio rischio di beccarsi fischi e pomodori. I produttori, comunque, non hanno più la voglia di rischiare preferiscono riproporre spettacoli o programmi già visti che sperimentare il nuovo. Scommettere sulle idee è ad alto rischio e non produce guadagni”.
Passando al cinema, Alessandro Benvenuti esordi come regista e attore nel 1982 con «Ad Ovest di Paeperino» dal giorno del debutto cinematografico la carriera dell’artista ha ottenuto una notevole notorietà nazionale. “Con i Giancattivi ci siamo fatti conoscere a livello nazionale, riportando su pellicola la quotidianità che proponevamo sulla scena teatrale – prosegue l’artista toscano – «Benvenuti a Casa Gori» e «Ritorno a Casa Gori» rappresentano, per esempio la normale vita quotidiana di una famiglia toscana, ma può essere adeguata per qualsiasi famiglia italiana che abiti a Trieste o a Cagliari. Entrambe le commedie sono nate in principio come rappresentazioni teatrali riadattate al cinema e alla televisione grazie al fatto che rappresentano la vita quotidiana, questo è stato il segreto del successo. Io sono molto legato a tutte le produzioni che ho fatto, non c’è nessuna che mi stia a cuore particolarmente mentre come personaggio da me interpretato, Ivo il tardivo è quello a mio parere più riuscito”. Nel 2011, Alessandro Benvenuti ha preso parte al prequel di «Amici Miei. Come tutto ebbe inizio» per la regia di Neri Parenti, un rischio che a parere dell’artista deve essere considerato come un omaggio a Monicelli. “Neri Parenti ha voluto fare il prequel per rendere omaggio un grande maestro del cinema e non credo giusto la critica aspra che è stata fatta prima dell’uscita del film. – ha precisato Benvenuti – Considero di natura talebana, il rigurgitare giudizi preventivi su un lavoro che ancora non aveva visto la luce”. Il teatro ha occupato intensamente Alessandro, che manca come regista cinematografico da qualche tempo, per questo motivo abbiamo cercato di capire se c’era in progetto, qualche idea per la televisione o per il cinema. “Come detto prima, la produzione non ha più la voglia di rischiare preferisce rimanere ancorata su quello che già funziona e offre sempre lo stesso format. Comunque io nel cassetto ho già pronta la sceneggiatura di «Addio Gori» che andrebbe a costituire la trilogia Gori, il problema però è che non me la fanno fare”. Ci congediamo dall’artista e lo lasciamo al suo dovere di salire sul palco del Puccini con un saluto a Francesco Nuti, amico e compagno di avventure e disavventure di Benvenuti. “ Francesco è un amico, da quando entrò a far parte dei Giancattivi nel 1978 abbiamo stretto un rapporto molto stretto che ci portò a vivere insieme la realizzazione di «Ad Ovest di Paperino». Purtroppo per Francesco la carriera di artista è culminata nel terribile incidente che l’ha allontanato definitivamente dal palcoscenico. Spesso sogno di essere con lui e lo abbraccio come una commedia con il lieto fine”.
          

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