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Beppe Marangoni e le sue quotazioni Rubriche

Il buon Berangeri non sapeva se rallegrarsi per la soluzione che Carminati gli aveva proposto, oppure se preoccuparsene, o addirittura offendersene. Ma una cosa apparve certa subito: l’accettava. Era un uomo poco attrezzato per affrontare le piccole, incessanti traversie della vita quotidiana, ed era ben lieto se qualcuno lo sollevava da questi fastidi, e per questo era disposto anche a pagare prezzi salati. Così, qualche giorno dopo, un accordo fu redatto e firmato davanti a un compìto notaio, e il giorno seguente quattro grandi tele furono consegnate, con una segretezza da moti carbonari, al domicilio di Carminati, per riapparire, la settimana successiva, in due gallerie cittadine, quelle con le quali il mercante aveva più stretti rapporti di collaborazione e di affari. Dopo un paio di giorni scomparve dalle pareti la prima tela, poi, a breve distanza di tempo, le altre tre, non si sa se acquistate da qualche cliente folgorato dalla grazia di questo sconosciuto Beppe Marangoni, o se cedute ad altre gallerie, in altre città. Quello che a Berangeri importava era che un assegno per un importo di Lire italiane dieci milioni, a firma Luigi Carminati, era stato versato sul suo conto, e i creditori più assillanti erano stati tacitati.
Il buonumore riapparve a casa Berangeri:
Vedete – disse a tavola alla madre e alla zia – a volte ci si preoccupa tanto, inutilmente, e alla fine basta il consiglio giusto per rimettere le cose in carreggiata.
Vuoi dire, Alfio, che d’ora in poi tu dovrai sempre firmare le tue tele con questo nome di Beppe Marangoni, e venderle attraverso il signor Carminati? – indagò, un po’ perplessa, la mamma. – Ma tu sei un pittore affermato, andrà a finire che tutti si dimenticheranno di te!
Ma no, mamma, il nome di Alfio Berangeri continuerà ad essere conosciuto, non preoccuparti, io continuerò a produrre, e, una volta passato questo momentaccio, anche a vendere. Ma se avrò bisogno di realizzare del denaro in fretta, per una necessità, per una urgenza, basterà che mi serva di questo, chiamiamolo così, canale di ripiego, per vendere e incassare subito. Venderò a un prezzo inferiore, circa la metà, ma almeno incasserò subito e la mia quotazione, sul mercato dell’arte, non ne sarà danneggiata!
Eh Alfio, tu sì che hai il senso degli affari! – sospirava la zia servendosi lo stracchino – non il tuo papà buonanima, che invece … beh, lasciamo stare … – era il suo quotidiano moritat per il suo gruzzoletto dilapidato dal fratello in assurde speculazioni…….Il racconto continua, lunedì 6 febbraio la quinta puntata

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