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Berlusconi e il piano “segreto”: ingaggiare Renzi (a sua insaputa) Politica

Dossier "segreto" sulle intenzioni strategiche di Berlusconi e fedelissimi (con la new entry) di Diego Volpe Pasini accanto agli inossidabili Marcello Dell'Utri e Denis Verdini, così segreto da capitare in mano all'Espresso e diventare il tema principale delle locandine di oggi.
Ma di cosa si tratta? Si tratta del piano ordito dalle tre teste pensanti del Pdl, con l'obeittivo di schivare la sicura disfatta cui, secondo i sondaggi, andrebbe incontro il Pdl alle prossime elezioni. E che consiste nell'appoggio della candidatura di Renzi a Palazzo Chigi. Insomma, la Rosa Tricolore, questo il nome del dossier di 8 pagine più copertina, configurerebbe la creazione di una lista civica nazionale per appoggiare il candidato fiorentino. Con l'obiettivo di salvare Berlusconi e magari portarlo al Quirinale.

Perchè proprio Renzi? A spiegarlo Volpe Pasini, l'ideatore confesso del piano strategico: si parte dal principio di prendere Renzi  come collettore di voti (anche se, su stessa ammissione di Volpe Pasini, non è stato interpellato) in quanto "capace di raccogliere voti anche in campo avversario",  puntando sul fatto che "nel Pd non lo vuole nessuno: lo apprezzano quelli del centro del Pd e anche quelli del centrdestra". Insomma, Volpe Pasini darebbe credito a ciò che pensano i fiorentini, ovvero "Renzi? Un sindaco che la destra ci invidia", come spesso sta scritto sui vari striscioni portati fin sotto Palazzo Vecchio.
Immediata, ironica ma anche disgustata la reazione di Matteo Renzi, che  "twitta" : ''non è la prima volta, non sarà l'ultima. Se candidato, ne aspetto uno alla settimana. Però che schifo così''. Poi, su Facebook : ''Voglio svelare il mistero: il piano esiste! L'hanno firmato non solo Verdini e Dell'Utri, ma anche Luciano Moggi, Licio Gelli, Jack lo Squartatore e Capitan Uncino. Ma sono stato irremovibile: finchè non me lo chiede il mostro di LochNess non accetto''.

Infine, per quanto riguarda la sua scesa in campo, non sarà comunque l'assemblea dei sindaci e degli amministratori (1000 presenze previste) l'occasione in cui il sindaco di Firenze annuncerà di aprire la partita per le primarie del Pd. Prima, conoscere le regole: a scanso di euivoci, per non ritrovarsi come nella primavera 2009, a pochi giorni dal loro svolgimento a Firenze per la corsa a sindaco. Un cambio di regole last minute che però non impedì la sua vittoria. 

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