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Bersani vince, la Toscana resta il “fortino” di Renzi Politica

E oggi, sindaco a tempo pieno.  E' arrivato stamattina alle 9,30 il sindaco Matteo Renzi a Palazzo Vecchio. Poche battute, una mano a Bersani sì, ma "come militante". Incerta la sua presenza al consiglio comunale di oggi. Ma una cosa la ribadisce con fermezza: "Torno a fare il sindaco a tempo pieno".  

Primarie del centrosinistra (non del Pd) giorno dopo. Bersani è il candidato premier, con risultati che, confessa lui stesso, vanno al di là delle aspettative: 60,8%, riconquista delle regioni "rosse", tranne la Toscana. Renzi, fair play, commozione, e una insistita (e a tratti un po' indispettita) dichiarazione: "Ho perso, torno a fare il sindaco". Sullo sfondo, un  Pd leader del centrosinistra sicuramente più forte, ma con un grosso nodo da sciogliere: quel 40% che ha votato il sindaco fiorentino. Dichiarazioni di Renzi: "Sarà Bersani a dover tenere acceso l'entusiasmo che abbiamo sollevato". Prodi: "Ora il segretario è fortissimo". Bersani: "Spazio ai giovani". Ed  è questo il segno che la "scommessa" di parlare al 40% che ha votato Renzi, mobilitandolo per le prossime elezioni (potrebbero esserci ancora 5 lunghi mesi) è iniziata.

Ciò che è successo in Toscana (regione rossa senz'altro) dati alla mano, è questo:  54,8% per Renzi, 45,1% per il segretario Bersani. Primo turno: Renzi 52,2%, Bersani 35, 4%. Conferma di Renzi. E a Firenze, sulla cui amministrazione è piovuta, proprio negli ultimi giorni di campagna elettorale, la tegola della Corte dei Conti che ha giudicato (in sintesi) piuttosto "ballerini" i conti del Comune? Niente, affermazione ugualmente netta del sindaco: 58%.

Dati alla mano dunque la Toscana si "stabilizza" come il "fortino" di Renzi. Che ribadisce la sua "novità" pur ammettendo di "non essere riuscito a toscanizzare l'Italia": ''Lui ha vinto e noi no, congratulazioni. Nessun rimpianto. Abbiamo offerto due modelli di centrosinistra. Abbiamo raccontato due diverse idee di Italia: oggi dobbiamo prendere atto che la nostra idea non e' stata vincente. Io ho perso. I risultati che abbiamo ottenuto non bastano: non eravamo qui per fare una battaglia di testimonianza'', e rincara: ''Volevamo prendere in mano il governo del paese e non ce l'abbiamo fatta: abbiamo sbagliato qualcosa. Spero che dopo aver visto un under 40 provarci altri trovino il coraggio di fare altrettanto. Non era l'ambizione di un ragazzetto, come ha scritto qualcuno. Era il voler dare un senso a un sogno, alla nostra tenacia. Non sono riuscito, fuori dalla Toscana, a scrollarmi l'immagine del ragazzetto'', dall'altro Bersani sottolinea: ''Ora devo fare due cose: dare un forte profilo di governo e cambiamento al centrosinistra. Predisporre gli spazi per dare opportunita' alla nuova generazione. La vera battaglia inizia adesso". Insomma, il 40% che ha votato Renzi, che appartenga al centrosinistra, al solo Pd o ad altri gruppi non identificabili all'interno dello steccato del centrosinistra, riceve una ufficiale rassicurazione da parte del vincitore: non lascerò perdere come se niente fosse stato.

E ora? Tornando a Firenze e alla Toscana, Renzi più forte, nomenklatura territoriale che dovrà fare i conti con questa esplosione di consenso, avvenuta anche, e a dispetto, di tutta una serie di accadimenti che avrebbero potuto offuscare la sua figura di amministratore. Rientro a Palazzo Vecchio non tutto rose e fiori: il sindaco è atteso da una maggioranza sfilacciata che la settimana scorsa ha fatto passare con solo sedici voti la delibera di bilancio. E i malumori maggiori erano proprio nel Pd.

Foto: http://www.investireoggi.it

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