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Betori: 9 giugno presa di possesso del titolo cardinalizio a Roma Società

Questa mattina a mezzogiorno la Sala Stampa della Santa Sede ha diramato un comunicato dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice con il quale è stata resa nota ed ufficializzata la Presa di Possesso del Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, che sabato 9 giugno alle ore 18,  prenderà possesso del Titolo di San Marcello al Corso, Piazza San Marcello 5, non solo parrocchia romana, ma anche sede della Curia Generalizia dei Servi di Maria, Congregazione religiosa fondata da 7 Santi fiorentini a Firenze.  Alla creazione di ogni Cardinale il Maestro delle Cerimonie Papali, provvede ad assegnarli uno degli 11 Cerimonieri Pontifici che lo assisterà tutte le volte che il Cardinale presiederà in Roma una celebrazione. All’Arcivescovo Betori è stato assegnato Monsignor Stefano Nicola Sanchirico, 44 anni, della diocesi di Tricarico. Il prossimo giugno Sanchirico celebrerà i 20 anni di ordinazione. E' stato nominato Cerimoniere Pontificio nel 2006. L’ultima volta a fianco del Santo Padre è stato a Pasqua, per la Benedizione Urbi et Orbi e la Messa, trasmesse in mondovisione. E’ Cerimoniere anche dei Cardinali Farina, Sardi e di molti stranieri. E’ anche Aiutante di Studio alla Congregazione per l'Educazione Cattolica, di cui dal 21 aprile è membro, per nomina papale, lo stesso Betori.  Il Cardinale Betori è l’86mo porporato ad essere nominato Cardinale di questo titolo Presbiterale, legato a Firenze grazie ai Servi di Maria. Andando a scorrere i nomi dei predecessori di Betori si trovano diversi toscani: nel 1112, 11mo Cardinale, il livornese Pietro Della Gherardesca, dei Conti di Castagneto Carducci, il senese Casini Antonio, che fu Canonico della Cattedrale e Vicario Generale di Firenze, il senese Francesco Cennini De’ Salamandri, Patriarca di Gerusalemme, il fiorentino Raffaele Cosimo De’ Girolami, Prefetto delle Congregazioni delle Indulgenze e dei Vescovi. Molti i Cardinali esteri, tra cui, nel 1400, un Cardinale russo e molti pseudo cardinali, ovvero nominati da vari Antipapi e poi risanati dai Papi legittimi. Anche due Umbri, terra di origine di Betori: il Perugino Federico Baldeschi Colonna, e da Assisi, Mariano Falcinelli Antoniacci. Anche diversi Nunzi, Ambasciatori del Papa, tra cui uno in Toscana, Melzi Camillo nel 1639,  e alcuni poi diventati Papi.

La chiesa San Marcello custodisce anche un famoso crocifisso miracoloso, del XIV secolo, di scuola senese, che dal  1650 viene portato nella Basilica Vaticana di San Pietro in occasione degli Anni Santi.  L’ultima volta è stato utilizzato per la celebrazione penitenziale della richiesta del perdono nell'Anno Santo del 2000 dal Beato Papa Giovanni Paolo II. Tra i miracoli eseguiti se ne ricorda due particolari: il primo tra il 22 e il 23 maggio 1519 quando un violento incendio distrusse tutta la chiesa, ma non il crocifisso, l’altro in occasione della pestilenza che colpì Roma nel 1522 e che si pensava lasciasse deserta, a cause delle numerosi morti,la città. I Servi di Maria decisero di portare il Crocifisso in processione alla Basilica di San Pietro. Le autorità, temendo il rischio di contagio, cercarono di impedire il corteo religioso, ma i fedeli si ribellarono a  furor di popolo. Le cronache del tempo raccontano che la processione durò ben sedici giorni, dal 4 al 20 agosto di quell'anno. E questo perché, man mano che si procedeva, la pestilenza regrediva, tanto che ogni rione cercava di trattenere più a lungo possibile la sacra immagine. E quando il Crocifisso rientrò in San Marcello, la peste era del tutto cessata e Roma era salva.

Custodisce pure la tomba del Cardinale Ercole Consalvi, grande Segretario di Stato di Pio VII, che tenne testa a Napoleone e che stipulò il famoso Concordato.

Si dice Titolo Cardinalizio facendo riferimento alla targhetta, chiamata appunto titulus, di marmo, legno, metallo o pergamena, che veniva posta accanto alla porta di un edificio e che riportava il nome del proprietario. Questo perché le prime adunanze dei cristiani si tenevano all'interno delle case private.

Il Titolo Cardinalizio, a differenza della nomina vescovile a capo di una diocesi o ufficio, è vitalizio, ovvero rimane fino alla morte del Cardinale. Il Papa può decidere, dopo un minimo di 10 anni di anzianità nel Sacro Collegio, di spostare un Cardinale da un titolo all’altro, ovvero da un ordine all’altro. 

Le chiese titolari, che ad oggi sono poco più di 200, sono facilmente individuabili in quanto riportano sulla facciata due stemmi episcopali: a sinistra quello del Papa regnante, a destra quello del Cardinale Titolare.

Nonostante la presa di Possesso e l’apposizione dello stemma cardinalizio sulla facciata della chiesa, il Cardinale non ha nessuna giurisdizione canonica e di indirizzo di governo sulla stessa. La sua presenza si limita alla presa di possesso e durante l’anno, solo se invitato dal parroco, in occasione di particolari feste o anniversari della stessa. Ad esempio il Cardinale Silvano Piovanelli, emerito di Firenze, non fa più visita alla sua Chiesa Titolare Romana da più di 15 anni.

La Cerimonia della presa di Possesso prevede i seguenti riti: accoglienza nel piazzale antistante la parrocchia, bacio del crocifisso, appoggiato su un cuscino, sul portone principale della chiesa e aspersione, con l’acqua benedetta dei presenti. Segue il rito della lettura della Bolla Papale di nomina che viene fatto durante la celebrazione della Messa. Al termine del rito, o in chiesa, o in sacrestia, o altro luogo adatto viene data lettura del Rogito della presa di possesso che viene firmato dal Cardinale e dai testimoni presenti. Segue un piccolo rinfresco.

Chi prenderà parte alla cerimonia del Cardinale Betori? A questo tipo di cerimonia generalmente prendono parte, senza
concelebrare, altri Cardinali e Vescovi della Curia Romana, a volte anche Ambasciatori, Ministri, Parlamentari, Militari legati al Cardinale. Sicuramente ci saranno molti dipendenti della Cei, di cui Betori è stato per anni Segretario Generale, qualche gruppo di fedeli provenienti dall’Umbria e da Firenze, e la delegazione ufficiale della Diocesi di Firenze, che sarà nominata prossimamente, guidata dal Vescovo Ausiliare Claudio Maniago,e che avrà il compito di rappresentare ufficialmente tutta la diocesi. Probabilmente, come accadde per il Concistoro dello scorso Febbraio, ci saranno anche autorità fiorentine e toscane.   

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