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Betori ai politici: fatevi servi degli altri Politica

Personalmente invitati dal Responsabile dell’Arcidiocesi per la pastorale sociale, don Giovanni Momigli, “i cattolici impegnati in ambito sociale, politico e nell’amministrazione pubblica” sono stati chiamati oggi a raccolta dal Cardinale Giuseppe Betori per una celebrazione eucaristica, “orientati alla Pasqua di risurrezione, nel necessario silenzio”, funzione che è stata celebrata nella cappella interna del Palazzo Arcivescovile in Piazza San Giovanni, in quell’androne che lo scorso 4 novembre ha visto Betori e il suo segretario don Paolo vittime di un feroce agguato. Sotto le telecamere a circuito interno, installate giorni dopo l’agguato, sono passati tutti i vip del mondo politico fiorentino e dell’area metropolitana, sia di destra che di sinistra e,ovviamente, di centro. Dal primo cittadino, il SIndaco Matteo Renzi, accompagnato dall'Assessore Stefania Saccardi, al Presidente e Vice Presidente del Consiglio Comunale, Eugenio Giani e Salvatore Scino, dagli Assessori Regionale Gianni Salvadori e Provinciale Stefano Giorgetti al consigliere Marco Carraresi, dal presidente del Quartiere 1 Stefano Marmugi ai presidenti di Ucid, Guido Guidi, di Acli, Mario Ringressi, di Mcl, Umberto Villani. Assenti del tutto i "grandi" big della politica eletti nei due rami del parlamento, sempre presenti a questi appuntamenti. Nell’omelia Betori ha chiesto ai politici di essere “servi”, come richiamato anche dalle letture odierne della liturgia. “Ci è chiesto di riconoscere nella fede, un assenso che non può essere solo dell’intelletto, ma di tutta la persona, con una specifica connotazione d’amore. Il servo è chiamato a una missione. Sulla conformazione della vita delle persone e delle comunità alla verità del diritto va anzitutto misurato l’agire di chi si impegna negli ambiti del sociale, del politico e dell’amministrazione della cosa pubblica. C’è una oggettività del bene comune, un ‘diritto con verità’ la cui ricerca e il cui riconoscimento costituisce il primo dovere di chiunque si pone al servizio della società. Al centro di questa verità – ha proseguito il porporato – sono i principi non negoziabili, e a partire da questi si illumina tutto lo spazio del bene comune, che senza di essi invece si frammenta in obiettivi anche significativi ma che, perdendo il riferimento basilare alla persona e alla sua natura relazionale, finiscono per prestarsi a manipolazioni e travisamenti”. Ma l’Arcivescovo Betori è andato più a fondo in merito a questo impegno per il politico cattolico: “Come dice Isaia ‘non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce’, non eserciterà un potere dispotico, che schiaccerà i deboli, secondo le dure leggi del mondo, ma agirà con la mitezza e la cura dei poveri di cui darà prova suprema Gesù. L’agire sociale e politico non è solo individuazione di corretti obiettivi, ma anche modalità di azione attente agli altri, soprattutto ai più fragili e meno garantiti, con il coraggio di scelte che guardino al futuro nella costruzione di una convivenza coesa e partecipe. La proclamazione del diritto vero deve mettere in conto l’avversione e, come per Gesù, deve esprimersi nel dono di sé che non teme neanche la morte. Anche questo dono di sé, nella forma di un servizio disinteressato, costituisce una caratteristica fondamentale dell’impegno sociale. A questo spirito – ha concluso Betori – vi invito”.

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