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Betori e la politica: le banche hanno una responsabilità sociale Politica, Società

“Sono in molti a pensare che stiamo vivendo una 'pausa' della politica. Ma secondo me dobbiamo considerare che i tecnici chiamati a trovare soluzioni per uscire dalla crisi devono poi sottoporre le loro scelte al parere del Parlamento. Quindi non credo che l'esecutivo tecnico sia un 'supplente' della politica”. Lo ha detto il Cardinale Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori che questo pomeriggio ha tenuto la sua prima lezione da porporato al corso di alta formazione politico istituzionale, a Villa Morghen a Settignano, in occasione della VII edizione di Eunomia Master, dedicata al tema “Multiculturalismo e territori”.  “Non credo che i partiti siano in ferie – ha aggiunto Betori – a loro si impongo anche oggi scelte molto costose. Il vero problema sarà la gestione e il passaggio 'al dopo' e riuscire a non avere le contrapposizioni di ieri”. Ai partecipanti il Cardinale ha ricordato le parole di don Lorenzo Milani: “La politica è 'sortirne insieme'. Cercare insieme una soluzione ai problemi, in nome del bene comune. Nelle nuove generazioni questo spirito non deve mancare. Per la Chiesa – ha proseguito – la verità si impone per la forza della verità stessa. Gli umani siano liberi da coercizioni. Il multiculturalismo? La Chiesa ha smesso di parlare di tolleranza, sono gli individualisti ora a farlo. La Chiesa – ha  sottolineato il novello Principe della Chiesa – riconosce la libertà a tutti di cercare la verità, attraverso il dialogo, mai con la violenza”. Anche sulle Banche – su cui oggi il quotidiano dei Vescovi, l’Avvenire, è intervenuto con un editoriale – l’ex numero 2 dei Vescovi Italiani ha le idee chiare: “Le banche fanno parte della società, non possono tirarsi fuori. Siamo di fronte a un problema di tutti, che è la crisi di uno Stato non più in grado di mandare avanti da solo la società . O la società si riprende i pezzi che le spettano nella responsabilità e nel fare le cose, e le banche fanno parte della società, non possono tirarsi fuori, oppure non abbiamo futuro come comunità e Occidente”. Infine ha ribadito la sua posizione sulla Moschea a Firenze, già più volte espresse: “Sia la comunità musulmana a dirci come vuole esprimersi, in modo compatibile con il bene comune della città. Ci sono voluti 1200 anni per costruire una cattedrale degna di tale nome. Se la comunità musulmana è arrivata a Firenze 10 o 15 anni fa, mi sembra che questo lasso di tempo giustifichi da sé il fatto che ancora non ci sia una moschea degna di questo nome. Ci sono dei tempi con cui le comunità si radicano sul territorio, si affermano e si esprimono”. E siccome la platea era molto giovane anche una riflessione su Facebook, visto le recenti dichiarazioni al digiuno proposte da un parroco di San Casciano. “Se c'è qualcuno che vive i social network con atteggiamento di ingordigia, se fa un po' di digiuno, non gli fa male. La ricerca di ciò che piace in questa società non ha limiti. Mettersi dei limiti è una ricerca che l'uomo deve imporsi per non lasciarsi travolgere da desideri e aspettative”.  Queste dichiarazioni mettono ancor più in risalto la personalità e il ruolo, nuovo, del Cardinale Betori all’interno del Sacro Collegio Cardinalizio e della Chiesa italiana. Non per nulla la prima persona che Betori salutò, ancor prima dei suoi confratelli Cardinali – infrangendo il rigido cerimoniale vaticano – appena sceso dal podio dove Papa Benedetto XVI gli aveva imposto la berretta Cardinalizia, fu il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti. Lui, unico vescovo italiano a capo di una diocesi creato cardinale dal Papa nell’ultimo Concistoro. “Ho fatto questo cambiamento rispetto al protocollo – disse ai giornalisti dopo la cerimonia della porpora – e sono voluto andare personalmente a salutare il presidente del Consiglio Monti. Mi è sembrato opportuno dirgli grazie da parte della Chiesa e mostrargli la vicinanza della Chiesa alla nazione in questo momento di crisi”. Parole che arrivano mentre in Vaticano molti porporati vogliono la “testa” del Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone che non ha saputo contrastare le fughe di notizie delle scorse settimane. Proprio oggi molti personaggi di spicco della Santa Sede annunciano che Bertone, molto probabilmente, sarà sostituto nel prossimo autunno. In questo caso ci sarebbe spazio, a capo di un dicastero vaticano, anche per il Cardinale Giuseppe Betori, esponente di spicco della corrente che fa capo al Cardinale Camillo Ruini, che nonostante sia in pensione, avendo lasciato ogni incarico papale, presidente della Cei e Vicario del Papa per Roma, continua ad essere un personaggio influente all’interno del Sacro Collegio e dei Sacri Palazzi, non solo del Vaticano ma anche della politica italiana.

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