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Betori: “rinnovo devozione e fedele collaborazione al Papa” Società

Oggi a Roma, durante la solenne cerimonia di presa di possesso del suo titolo cardinalizio – San Marcello al Corso, la basilica romana intitolata a Papa San Marcello I, retta dall'Ordine dei Servi di Maria, una congregazione religiosa fondata nel 1270 a Firenze. affidatogli dal Papa nel Concistoro dello scorso febbraio – l’Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori ha voluto rinnovare pubblicamente a Papa Benedetto XVI la sua “devozione e il suo impegno di fedele collaborazione”. Lo ha fatto durante la parte finale dell'omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica iniziata alle ore 18. “Ai cardinali – ha detto Betori – è chiesto di servire la Chiesa con amore e vigore, con la limpidezza e la sapienza dei maestri, con l'energia e la fortezza dei pastori, con la fedeltà e il coraggio dei martiri. Si tratta di essere eminenti servitori della Chiesa che trova in Pietro il visibile fondamento dell'unità”.

“Ancora Firenze – ha proseguito il Porporato – torna a farsi presente ai nostri cuori mentre ammiriamo lo splendore dell’attuale chiesa rinascimentale, alla cui edificazione concorse la volontà di un Papa fiorentino e il genio di alcuni grandi artisti legati alla nostra città. Non di minore importanza è inoltre la presenza in questo luogo sacro di un Crocifisso miracoloso, che tanta parte ha avuto nella storia del popolo romano e che tanto caro è stato ai Papi, i quali lo hanno sempre voluto a San Pietro negli anni giubilari, da ultimo nella celebrazione di Giovanni Paolo II nel marzo del 2000 per la Giornata del Perdono. L’immagine di Cristo crocifisso è infatti un riferimento fondamentale per la missione di un Cardinale, come ci ha ricordato Benedetto XVI”.
“Non c’è dono di sé senza sacrificio. È una consapevolezza che può intimorire e che, per essere affrontata, ha bisogno di un dono dall’Alto. Voglia il Signore compiere anche per me la sua parola, nel servizio alla Chiesa tutta, in unione al ministero del Successore di Pietro, a cui rinnovo la mia devozione e il mio impegno di fedele collaborazione”.

Parole che vanno lette anche alla luce dei recenti fatti, ovvero la pubblicazione sui alcuni giornali delle intercettazioni telefoniche e stralci delle deposizione rese alla Procura di Firenze nell’ambito delle indagini relative all’agguato subito dal Cardinale e dal suo segretario privato lo scorso 4 novembre.

Per due mesi i suoi telefoni, e quelli dei suoi collaboratori, sono stati sotto controllo della Procura che però non ha garantito quella riservatezza dovuta.

Le pubblicazioni sui giornali cercano principalmente di sminuire il suo ruolo verso il Papa e la figura dell’attuale vescovo ausiliare di Firenze, mons. Claudio Maniago.

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