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Biblioprecari in assemblea alle Cascine, priorità, tornare al lavoro Breaking news, Cronaca

Firenze – Prima cosa, il lavoro. Niente da dire, i Biblioprecari, in assemblea alle Cascine, non hanno nessun dubbio: ad ora, la prima volontà è quella di tornare al lavoro, non solo, ma anche con i vecchi contratti. Anche perché si parte da stipendi bassi, bassissimi, con cui già è difficile sbarcare il lunario: tornare a ore ridotte vorrebbe dire non risolvere il problema principale, che è quello della sopravvivenza. Un centinaio di persone e famiglie, oggi presenti oltre settanta, a testimoniare che il problema è sentito, è veramente quello attorno a cui ruota tutta la trattativa. E con loro, un nutrito gruppo di bibliotecari comunali, vale a dire dipendenti diretti del Comune e non bibliotecari in appalto, pronti a dar mano e a far sentire tutto il loro peso nella vertenza che oppone i biblioprecari al Comune. Che, sebbene abbiano avuto la notizia che alla scadenza del Fis verranno anticipate le 4 settimane che si era detto avrebbero recuperate a settembre, ancora non hanno avuto nessun tipo di assicurazione circa il rientro. Una data che vorrebbe dire che anche le cooperative (molti di questi lavoratori sono soci-lavoratori, quindi vivono anche l’angoscia di un eventuale fallimento) avrebbero la possibilità in qualche modo di organizzarsi per il tempo fino alla ripresa. Nel frattempo, una lettera dei lavoratori è stata spedita per richiedere un tavolo fra i propri rappresentanti e l’amministrazione, e tutti sono in attesa di risposta. Nel dibattito odierno, entra anche un piccolo giallo, quello dell’attivazione del servizio domiciliare d consegna dei libri. Per svolgere questo servizio, erano stati “attenzionati” gli autisti del comune, che però avevano a loro volta inviato una lettera in cui si diceva che non erano disponibili a svolgere questo tipo di servizio, in solidarietà con i colleghi precari che lottano per rientrare al lavoro. Una vicenda apparentemente finita, che però si è riaperta improvvisamente dal momento che è stato annunciato che domani il servizio riprenderà. E sembra proprio che siano i dipendenti dell’autoparco a doversene prendere carico. Ma questi ultimi asseriscono di non averne avuto comunicazione. E la lettera? Tamquam non esset. Stando almeno alle ultime precisazioni.

Intanto, continuano le iniziative. Successo pieno per la raccolta di firme promossa on line e con raccolta davanti alle 5 biblioteche aperte, migliaia di cittadini si sono stretti attorno ai “loro” bibliotecari. L’iniziativa avrà il suo momento clou il 19 giugno, venerdì mattina, quando tutti i lavoratori converranno davanti alla Biblioteca delle Oblate per un ultima raccolta unitaria. Le firme, svariate migliaia, saranno poi portate al primo consiglio comunale utile. Insomma nessuna volontà di “tappare” un buco che potrebbe essere tranquillamente risolto con la riapertura della biblioteche e il ritorno di questi lavoratori alle loro mansioni.

Nel consiglio comunale di oggi, al question time posto sul tema dai consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu (Spc) l’assessore alla cultura Sacchi ha messo in chiaro che il problema non è di natura sanitaria dipendente da Covid (la sicurezza potrebbe essere assicurata con norme stringenti di socialità e  la sanificazione dei libri e degli ambienti), ma un problema in buona sostanza economico. Si punterebbe a una riattivazione  progressiva compatibile con gli equilibri di bilancio. “Confido in nuove risposte già la settimana prossima”, dice Sacchi annunciando l’attivazione del tavolo tecnico. Infine, per quanto riguarda la tutela dei salari, l’assessore sottolinea che “non è competenza del Comune”. Ricordiamo che il Comune è comunque il committente dell’appalto. E per quanto riguarda il punto, come si legge nella nota Palagi-Bundu, “l’amministrazione si è detta intenzionata a invitare le cooperative degli appalti  garantire livelli salariali e occupazionali, ma di più non farà”.

 

 

 

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