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Nazionale, cresce la protesta dei funzionari-portinai Cronaca

"Scusi, signor portinaio, posso chiederle un'informazione? Mi saprebbe indicare l'ufficio del direttor Tal dei Tali, avrei da richiedere un permesso …"
"Un attimo, guardi, sono io il direttor Tal dei Tali,  accompagno questi due signori e sono subito da lei".  Conversazione surreale, ma possibile a breve, alla Biblioteca Nazionale di Firenze, dove sta per avvenire la "mutazione" dei funzionari della struttura, usati al contempo per le loro doti amministrative e anche come presidio di portineria. Che i funzionari possano servire anche da portinai è  la scoperta della direzione della biblioteca, che, con una procedura che il sindacato ritiene "dubbia", ha disposto che da lunedì 6 maggio tutto il personale si avvicenderà nei turni di presidio presso la portineria.

Ma il sindacato Confsal-Unsa Beni Culturali non ci sta: si tratterebbe di una forma di demansionamento e anche di danno erariale, spiega il suo esponente Learco Nencetti, che ha segnalato il fatto al ministero per i Beni culturali.
Con questa "soluzione", spiega il sindacato, anche chi ha la qualifica di funzionario o dell'area amministrativa si troverà ''ad espletare un servizio che non gli compete quale quello di custode-portinaio, anche perchè attualmente in Bncf non siamo in una situazione di emergenza ambientale o di carenza in organico di personale con qualifica dell'area della vigilanza'': da qui la richiesta di ''ritiro immediato del provvedimento''.
La risposta del Ministero è stata resa nota dal sindacato stesso: il vertice amministrativo dello Stato richiama al rispetto delle disposizioni relative ai profili professionali dei dipendenti del Mibac. ''Ma a poche ore da quando dovremmo cominciare il nostro ruolo di funzionari-portinai – incalza Nencetti –  non c'è stata dalla direzione alcuna rivisitazione di questa decisione''.

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