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Big Bang con sorpresa, arriva Civati Politica

Leopolda con sorpresa. Durante la seconda giornata di lavori per il Big Bang di Matteo Renzi è arrivato Pippo Civati, co-fondatore del movimento dei rottamatori scaricato anzitempo dal sindaco di Firenze per le critiche che aveva rivolto alla visita ad Arcore di Renzi. “La Leopolda è casa mia – ha detto Civati appena arrivato a Firenze – è stata la casa di un altro che ha diviso me e Matteo. Io sono stato eletto ad Arcore come consigliere regionale della Lombardia e per questo ho molto rispetto di quel territorio ma non sarei andato a quel pranzo". Deve essere stata una notte molto travagliata per Civati, non più tardi di ieri sera lanciava via telefono stoccate senza freni a Renzi: “Mi sembra che Matteo dica le stesse cose dello scorso anno – diceva – ma in questi dodici mesi ha cambiato troppe volte idea. Non capisco la sua vicinanza a Marchionne o gli attacchi ai sindacati. Sinceramente non ho ancora capito qual è la sua strategia, prima diceva che alle primarie avrebbe fatto correre qualcuno dei suoi, poi ha fatto marcia indietro. Di sicuro dopo l’apertura di Bersani – annunciava Civati – alle consultazione ci sarà anche qualcuno dei nostri”. Nella notte, poi, gran parte del veleno si è dissipato e quello che è arrivato a Firenze era un Civati più sereno voglioso di riprendersi parte di quel palcoscenico che era stato il suo.
“Matteo non mi ha invitato – ha ricordato Civati – ma ho ritenuto giusto venire qua per ascoltare. Questa Leopolda mi sembra molto simile a quella dello scorso anno; quindi mi ci ritrovo. Ma noi a Bologna abbiamo cercato di fare un passo in avanti. Bisogna che il Pd viva, per questo facciamo il Big Bang, va bene – ha aggiunto – ma poi, siccome Matteo fa un po' di casino, servirà anche qualcuno per rimettere un po' insieme i cocci". Il consigliere, che ha raccontato di non aver “informato nemmeno la fidanzata” della sua decisione di presentarsi al Big Bang di Renzi, ha spiegato di aver contribuito alla manifestazione "versando 20 euro, una cifra congrua" – ha detto.
“Ci sono tante sorprese – ha commentato Renzi – E' veramente bello che sia una grandissima esperienza di tantissime persone. Mesi fa qualcuno diceva che questa sarebbe stata una cartolina solitaria; invece – ha concluso – è una cartolina di popolo con tante persone che vogliono tornare a credere che la politica è una cosa bella". Cartoline al sindaco le hanno scritte anche i sindacalisti dell’Ataf, del Maggio e rappresentanti delle tante altre vertenze aperte in città che fuori dai cancelli della ex stazione hanno manifestato con cartelli satirici che raffiguravano Renzi abbracciato con il Cetto Laqualunque di Antonio Albanese, che tra l’altro questo fine settimana si esibisce proprio a Firenze, o vestito da Napoleone.

Nicola Vasai

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