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Big Bang, Renzi chiede un cambio di passo della politica Politica

Più di cento quelli che, accompagnati dai loro genitori, hanno giocato nelle varie aree attrezzate durante la tre giorni di Big Bang e proprio loro sono stati il cuore del discorso del sindaco sul palco della ex stazione. Loro, nati negli anni Duemila, dopo l’11 settembre, dopo il Millennium Bug e molti anni dopo la discesa in campo di Berlusconi si ritrovano già una bella fetta di debito pubblico da pagare con poche prospettive per il futuro. E’ per loro che Renzi ha chiesto un cambio di passo alla politica facendo appello a tutti per rimboccarsi le maniche e contribuire a tirare fuori il paese da questa difficile situazione
Il premio Strega Edoardo Nesi sullo stesso palco aveva detto al primo cittadino: “Vai, ora tocca a te”, parole che Renzi ha declinato a tutti i presenti: ”Ora tocca alle mamme che vogliono un lavoro per i propri figli, tocca agli studenti che non importa se vanno a lavorare all’estero – ha detto – è importante che i cervelli stranieri vengano a lavorare in Italia”. Lo slogan che esce dalla Leopolda è lo Wiki-Pd, una versione politica dell’enciclopedia on line con cento idee per l’Italia: "E' finito il tempo – sostiene il sindaco di Firenze – in cui uno pensa per tutti, è finito il tempo del cavaliere bianco che risolve tutti i problemi, c'é bisogno di tante donne e tanti uomini" ha detto scendendo dal palco. Se il centrosinistra non vincerà le prossime elezioni "ci daranno il premio Nobel: saremmo da trattamento sanitario obbligatorio – ha incalzato ancora Renzi – Ma dopo dobbiamo fare le cose. Insieme al berlusconismo si mandi a casa anche l'antiberlusconismo". E sulle primarie: “Non farle sarebbe peggio di un crimine, sarebbe un errore – ha detto  Renzi, citando Alexandre-Angelique de Talleyrand – Il candidato del Pd deve essere scelto dalle persone e non da un gruppo dirigente". Per il sindaco di Firenze, quindi, il modello di primarie è quello che lo ha portato alla poltrona di Palazzo Vecchio, ossia aperto a chi voglia correre. Tra l'altro se ci saranno, "conoscendola – ha concluso – credo che si candiderà anche Rosy Bindi, di cui io, e lo ribadisco, non ho mai parlato male". Dopo il botta e risposta a distanza con Bersani di sabato il sindaco ha rincarato la dose anche se provando a distendere i toni: ''C'é un problema di rapporto con le vecchie liturgie di partito. E lo dico con il massimo rispetto verso Pierluigi Bersani: il modello per cui ci sono i dirigenti che danno la linea agli eletti, che poi sono chiamati ad andare dagli elettori a fare volantinaggio per spiegare, andava bene nel '900. Le primarie – ha aggiunto – non sono solo un modo per selezionare in modo diverso la classe dirigente, sono un ribaltamento. Gli elettori scelgono e non con il casting". "All'idea – ha continuato – che io debba prendere la linea economica di questo Paese da un signore che non prende nemmeno i voti nel suo condominio, io non ci sto". Poi l’addio alla Leopolda, “il prossimo anno non saremo qui – ha detto Renzi – altrimenti faremmo una saga, adesso ci aspetta voltare pagina”.

 

 

 

 

 

 

 

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