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Bilancio del mercato viola: poche luci ma si può restare al top Opinion leader

Firenze – Ho fatto del mio meglio per seguire la logica contabile di questo strano esercizio triennale della Fiorentina. Ho capito che a disposizione di Corvino, per non incorrere in possibili sanzioni, c’erano solo 2 milioni da spendere onde non sforare l’aggregato negativo che sarebbe stato fatale. Ho capito anche (o meglio: come diceva un bravo comico, non ho capito ma mi adeguo) che da gennaio la società può tornare a spendere partendo da un “tesoretto” di 18 milioni.

Quello che però non ho capito è: perché non dirlo subito? Perché dire solo genericamente che si doveva guardare al bilancio? Non era meglio quantificare, parlare papale di cifre, e togliere ogni illusione al tifoso? Anche l’idea di mantenere a tutti i costi i “titolari”, alla luce di quell’handicap finanziario, non poteva essere serenamente discussa? Perché tenere gente demotivata, come in genere rischia di essere chi avrebbe più opportunità e guadagni altrove? E infine: perché continuare a affidare il patrimonio dei giocatori viola a un tecnico che, come ha detto sacrosantamente Sconcerti, è qui ad allenare se stesso: un tecnico che ha deprezzato quasi tutta la rosa dai tempi di Montella perché ostinato a far giocare un gioco che la squadra ha dimostrato di non saper giocare (a quei ritmi, con quella rigidezza di schemi, con la costrizione per molti al sacrificio fuori ruolo)?

A questo punto le cose sono andate bene perché è piovuta per caso un’offerta davvero irrinunciabile per Alonso che ha messo a posto i conti e ha permesso di tenere altri giocatori giudicati indispensabili. Ma indispensabili in nome di che, di quale gioco, e di quale progetto complessivo della società? Forse ce lo dirà finalmente Sousa, quando si esporrà a commentare il mercato.

Corvino intanto ci rassicura che sul mercato “gli obiettivi sono stati centrati” (ma Jovetic, Ferrari, Faragò, un portiere…non erano obiettivi?) e che si aspetta meraviglie da Maganjic e Chrzanowski (Moggi invece se le aspetta da Hagi). Mi vengono tristemente alla memoria altre divinazioni del Corvo: quando disse che entro un anno avremmo visto in Nazionale Tagliani e Brivio, o quando annunciò di aver risolto i problemi del centrocampo viola con Di Tacchio!

E proprio a proposito di giovani aggiungo altre perplessità. Perché in questi anni la Viola non ha puntato su nessuno dei giovani che aveva a portata? Siamo sicuri che Piccini e Bittante valgano meno di Diks? Che Bagadur e Diakathé, il novello Pogba, non abbiano meritato neanche uno scampolo di prova? Idem per Schetino, Capezzi, Baez e tanti altri? Lo stesso Sousa, così devoto al rigore tattico, sembra poco adatto a lanciare i giovani, che notoriamente hanno bisogno di meno briglie sul collo (vero, Berna?).

Non ci facciamo illudere dall’esordio a sorpresa di Chiesa contro la Juve. Io quel “lancio” di Chiesa l’ho visto come un gesto disperato di un tecnico che, pur ripetendo ossessivamente che “vuole sempre vincere”, ha capito che perde, e vuole semplicemente far parlare di sé in modo che distragga. Hai visto bravino Chiesa? Che coraggio ha avuto Sousa contro la Juve! E nessuno che pensi se un Mati in più a centrocampo, per esempio, non avrebbe potuto almeno far difendere meglio (visto che all’attacco la squadra non c’è mai stata!).

Ma cerchiamo di non polemizzare e di vedere cosa può servire alla Fiorentina per mantenersi ai livelli passati. Per me, basta poco. Basta che Sousa cambi gioco e si converta a un 4-3-2-1 che almeno ci risparmi quello spettacolo indecente della fascia destra: o Tello (poco fisico, troppo “ala pura” per essere adatto al nostro calcio) o Berna in una posizione che non sarà mai la sua e che rischia davvero di farci perdere un talento. La soluzione ideale l’aveva trovata lo scorso anno Sousa nella partita in casa contro il Napoli (che, tra l’altro, fu una delle migliori partite dell’intero campionato): allineare i tre centrocampisti restituendo a Badelj il ruolo di “regista” e di centromediano metodista che protegge all’occorrenza la difesa; reimpostare la difesa a quattro (e se Diks a destra non è buono, contentarsi di Tomovic); mettere Ilicic a Berna si alternano dietro e accanto a Kalinic. Fondamentale è restituirci una squadra più corta e rinunciare a quel maledetto gioco sulle ali, con gli esterni di difesa e a turno i centrocampisti e le mezze punte che possono supplire alla bisogna.

Al mercato di gennaio servirà quel terzino destro che cerchiamo da tre anni, e forse un centrocampista (ma Sanchez mi sembra buono e anche Cristoforo mi pare si presenti meglio di Tino Costa); oppure, se Sousa vuole insistere col suo gioco sulle ali, serve un tornante vero. Mi verrebbe da dire che serve “Kuba”, inabile e non arruolato; ma il Gomez dell’Atalanta basterebbe e avanzerebbe. Non è chiedere troppo, ora che siamo tutti disincantati e più realisti.

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