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Bilancio Diocesi Firenze: in aumento le uscite + 70% Società

Guardando i dati finanziari-fiscali del bilancio 2011 dell’Arcidiocesi di Firenze i segni + sono meno di quelli – ,segno che le finanze della Chiesa fiorentina sono buone. Certo, la crisi economica colpisce anche la Curia, e per questo i vertici hanno deciso una riduzione, pari al 5%, della spesa corrente  degli uffici curiali, dove le spese per consulenze e personale sono scese, – 2,06%. Un dato, questo, a cui potrebbe far riferimento, ad esempio, il Sindaco Matteo Renzi. In realtà la voce più in deficit, anche a fronte di quasi il 70%  complessivo in più, sono le spese per le attività pastorali e caritative, con oltre un milione di euro in rosso. Infatti 1,7% in più sono i fondi destinati alle attività pastorali, mentre quelli caritativi sono stati aumentati nientemeno che  del 67% in più. Il bilancio, diffuso ufficialmente ieri, è stato presentato il mese scorso a tutti i Consigli per gli affari economici delle parrocchie. Parola d’ordine, massima trasparenza.

Come spiega l’economo della diocesi, Carlo Sarri “le attività pastorali e caritative risultano fortemente in rosso, per oltre un milione di euro, anche perché non prevedono ricavi. In questo caso però ci sembra che la perdita sia da valutare positivamente”. Per l’Arcidiocesi l’aumento delle uscite è segno di vitalità in quello che il Cardinale Betori ritiene un settore fondamentale. Nella cifra sono comprese le iniziative diocesane nei vari settori pastorali, le molteplici attività assistenziali della Caritas e di altri organismi,come ad esempio i finanziamenti a favore di famiglie bisognose colpite dalla crisi. Aumentano le spese per la manutenzione degli immobili, mentre si riducono le spese relative all’edilizia del culto, non essendoci stati interventi. Tuttavia ci sono interventi che incideranno sul bilancio dell’anno prossimo e, come evidenzia l’economo, “le tracce sono nel forte indebitamento bancario, più 25%, cui è stato necessario ricorrere per far fronte agli impegni assunti”. Questi interventi riguardano le parrocchia di San Donato in Polverosa, dove alla ristrutturazione della chiesa si aggiunge la creazione di locali per le attività pastorali; dell’acquisto di terreni a San Niccolò a Calenzano, a Ponte a Greve e al Polo scientifico di Sesto, per la realizzazione di nuove chiese.

Complessivamente il conto economico si chiude con un attivo di circa 130 mila euro. Ma attenzione, solo perché, come una manna dal cielo, sono arrivati quasi 3 milioni di euro grazie ad una lascito. Nel 2010 il passivo era stato di oltre 4 milioni di euro. “Risultato soddisfacente”,  secondo Sarri. D’altra parte la diocesi, ci tiene a precisare l’economo,  “si trova a fare fa una partita di giro tra i soldi che arrivano dal popolo di Dio e al popolo di Dio ritornano, in varie forme”. Per quanto riguarda la situazione patrimoniale l’88% delle strutture sono usate in genere non per fini di rendita ma per attività di interesse comune, a partire dal Palazzo Arcivescovile. Gli affitti attivi invece hanno riportato un + 17%, portando nelle casse un milione di euro. Nell’elenco figurano anche Palazzo Pucci, dove sono ospitate numerose strutture, Villa Lorenzi o la casa dell’Oda a Diacceto. Nel patrimonio figurano anche crediti, sia a breve che lungo termine, e che riguardano in gran parte di anticipi a parrocchie o enti diocesani, come Oda e Caritas, per lavori o progetti. Infine, circa l’1% del patrimonio, riguarda titoli e quote di partecipazione nelle società che gestiscono Turishav, Radio Toscana, Toscana Oggi, l’auditorium di Santo Stefano al Ponte.

Tra le voci in attivo del bilancio patrimoniale figurano anche disponibilità liquide, in realtà destinate prevalentemente a coprire impegni di spesa già previsti tra le passività, ovvero il forte indebitamento bancario, dovuto ai lavori di edilizia di culto, ma anche debiti verso vari enti diocesani: si tratta, in questo caso, soprattutto di offerte per le varie giornate di raccolta che, direttamente o attraverso le parrocchie, sono giunte alla diocesi e che la diocesi provvede via via a distribuire ai vari enti ai quali sono indirizzate.

Se invece andiamo ad analizzare i dati 2010 relativi all’8×1000, complessivamente, i sacerdoti fiorentini hanno ricevuto dalla Cei, per il loro sostentamento, 3.988.200 euro, a fronte di complessivi  6.716.500 euro. Il rimanente è stato reperito grazie ai redditi dell’Istituto diocesano, o da remunerazioni e stipendi personali per i sacerdoti che lavorano come insegnanti o cappellani ospedalieri e militari, o che ricevono una pensione. Ma anche dalle parrocchie, in quanto ad ogni parrocchia è chiesta una quota in base al numero degli abitanti e dalle offerte per i sacerdoti.

Nel 2010 le offerte deducibili dalle tasse, donate per il clero da tutti i residenti dei comuni che fanno parte della diocesi, sono state 2.442 effettuate da 1.847 diversi offerenti, uno ogni 440 abitanti della diocesi, per un importo complessivo di 234.500 euro. In merito alle scelte 8×1000 i dati, a livello diocesano, risalgono alle dichiarazioni 2008, e sono quelle relative ai redditi 2007: per quell’anno  i contribuenti sono stati 630.772 e, sulle dichiarazioni firmate, la percentuale di firme a favore della Chiesa Cattolica è stata pari al 68,50%  mentre a livello nazionale la percentuale è stata pari all’85%.

Questi fondi sono stati così utilizzati: 958 mila euro nel 2011 sono andati alla Caritas diocesana, alla Madonnina del Grappa, Villa Lorenzi, la Comunità Amore e Libertà, il Centro La Pira, le suore Missionarie della Carità, il Centro Missionario Medicinali, l’Acisjf, vari consultori familiari, il Movimento per la Vita, l’assistenza ai carcerati. 589.500 sono andati al restauro di chiese, 194.800 euro alla formazione del clero, assistenza, e ospitalità per i sacerdoti di altre diocesi o nazioni, ma anche per le attività svolte dai diaconi. 300mila euro per l’inventario dei beni artistici, che sarà completato nel 2014. Infine 285 mila euro sono stati distribuiti tra i villaggi l’Opera per la gioventù Giorgio La Pira, l’Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, la Facoltà Teologica, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, i mezzi di comunicazione legati alla Diocesi.

Complessivamente possiamo dire che le finanze dell’Arcidiocesi fiorentina sono migliori di quelle Vaticane.

Foto: www.lariserva.forumcommunity.net

 

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