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Bimbo di 2 anni cancellato torna visibile: iscritto in via del Leone con la madre Breaking news, Cronaca

Firenze – Bimbo di due anni “cancellato”, questione che, di nuovo, dopo una prima risposta positiva in aula consigliare che però non era stata seguita da un’effettiva soluzione, si può ritenere risolta. Almeno per ora. Vale a dire, il bimbo e la madre, che abitano col padre in un alloggio popolare occupato senza titolo dall’uomo, saranno iscritti in via del Leone (dove sono iscritti i senza fissa dimora), potendo così riaccedere alla residenza. Essenziale passaggio per ricevere assistenza sanitaria, tornare all’asilo per il bimbo, godere di contributi se del caso e via dicendo. In altre parole, tornare ad essere “visibili”.

Quella che si può ritenere una conclusione “vera” della faccenda, sebbene ancora soggetta a qualche ambiguità, è stata esposta oggi in aula consigliare dalla neo assessora Elisabetta Meucci, che fra le sue deleghe vanta anche quella all’anagrafe. “Una situazione molto complessa, in cui è stato necessario contemperare i due profili della necessità di ottemperare all’esigenza di emergenza sociale complicata, che vede un bambino di due anni che potrebbe avere, a termini di ordinamento, un grave pregiudizio dal punto di vista assistenziale, sanitario e così via, e quella di dover risolvere questa questione sociale con degli strumenti che per loro natura sono i più formali del nostro ordinamento, quelli previsti dalla normativa in materia di anagrafe. Strumenti che come si sa, sono nulli se disposti in contrasto con leggi nazionali. La chiave della soluzione che abbiamo trovato, contemperando i due aspetti, vale a dire trovre una soluzione che desse tutela con strumenti giuridici inattaccabili. La soluzione trovata, ringraziando il dirigente per la sua disponibilità, vede ora la partenza del necessaio iter burocratico. Il dirigente ha già firmato l’atto, il bambino con la madre sarà iscritto in via del Leone. Sono veramente contenta di aver potuto dare la soluzione a un tema francamente così spinoso.”. Un tema che, come ribadisce il consigliere di Spc Dmitrij Palagi che ha sollevato la questione in veste di domanda di attualità, è più generale e riguarda anche persone che, seppure adulte, rischiano di vedere la loro vita “cancellata” incappando nelle maglie di regole non chiare.

L’assessore Elisabetta Meucci

La puntualizzazione dell’assessora Meucci: “Il consigliere mette in luce una questione importantissima e complessa, quella della residenza. Insieme all’assessora Funaro, che ha collaborato alla soluzione, ci ripromettiamo di metterci in contatto col nuovo prefetto, proprio perché solo insieme alle autorità statali, si potrà veramente arrivare alla definizione di regole meno ambigue su una materia così importante per la nostra comunità”.

L’iscrizione anagrafica del bambino di 2 anni e della madre, attualmente senza residenza, è stata possibile grazie anche al lavoro della Direzione Servizi sociali che ha ritenuto necessario richiedere l’iscrizione per garantire al nucleo familiare l’accesso a tutta una serie di servizi essenziali dai quali altrimenti madre e figlio risulterebbero esclusi, come ad esempio l’assistenza sanitaria e sociale e le eventuali riduzioni tariffarie dei nidi in base all’Isee. “Grazie al lavoro congiunto con l’assessora Elisabetta Meucci e con gli uffici Anagrafe e Servizi sociali – ha detto l’assessore a Welfare ed Educazione Sara Funaro – siamo riusciti a risolvere questa situazione nell’interesse prioritario del bambino”.

Soddisfazione viene espressa da parte del gruppo consigliare Spc: “L’Assessora ci ha detto che su questa strada intende aprire un confronto con tutta la Giunta e la nuova Prefetta di Firenze. Da oltre un anno abbiamo recuperato l’impegno della sinistra di opposizione e di tutto il Consiglio comunale sul tema delle iscrizioni anagrafiche e quindi della residenza: un diritto costituzionale inattaccabile che viene però messo in discussione da alcune norme che devono essere superate. Chiediamo quindi che le commissioni siano coinvolte e informate. Sappiamo che se non fosse stato un bambino di due anni e che se non ci fossimo interessati della vicenda le cose sarebbero andate diversamente, nonostante sia già la seconda volta che portiamo il tema in aula. Ringraziamo nuovamente gli uffici e il dirigente, così come la nuova Assessora: il tema politico tuttavia non è ancora risolto. Un bambino di due anni tornerà ad esistere per il suo Comune ma la questione sociale resta aperta”.

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