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Blitz animalista a Prato, stop alla vivisezione Breaking news, Cronaca

Prato – Un blitz, organizzato dalla Lega Antivivisezionista (LEAL, sede di Arezzo) e dal Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente (META, sedi di Firenze e Prato) si è tenuto stamattina presso la sede dell’Esselunga Leonardo da Vinci di Prato.

L’ obiettivo dell’iniziativa, come hanno spiegato gli attivisti delle due associazioni,  “è stato quello di informare i consumatori della assai discutibile scelta del Gruppo Esselunga di aderire alla campagna Telethon attraverso la vendita dei propri prodotti. Le associazioni META e LEAL in protesta hanno informato i consumatori che il principale strumento di ricerca scientifica di Telethon è la Vivisezione Animale.

Molti affermano che la vivisezione non esiste più ma è un errore. Per vivisezione non si intendono solo gli atroci esperimenti del passato. Oggi è  ben altro ed è  anche peggio”.

Il cambio di nome, infatti secondo gli attivisti delle due associazioni, non ha cambiato niente per quanto rgiuarda gli animali. “Anche se chiamata Sperimentazione Animale resta vivisezione perché gli animali sono VIVI. E’ una atroce e disumana ricerca che si traduce in falsa scienza. L’ inutilità di questa pratica  aggiunge tutta l’insensatezza all’orrore. Spesso per meglio colpire emotivamente le persone viene  loro chiesto: “Preferisci salvare un topo o un bambino?”. Si omette di dire però che questa ricerca, cosi basata, ucciderà certamente il topo senza salvare alcun bambino”.

La LEAL da più di 40 anni si batte per l’abolizione della vivisezione e dal 1981 finanzia la ricerca senza animali grazie al sostegno di medici ricercatori antivivisezionisti. “Telethon è dal 1990 che invece raccoglie fondi ingenti per conferirli nel nulla di fatto. Il tutto sulla pesante  sofferenza di milioni di esseri senzienti: gli animali”, dicono i volontari.

Bruna Monami vicepresidente LEAL riporta anche i dati diffusi da Telethon: “In quasi 30 anni di attività e oltre 600 milioni di euro raccolti la Fondazione dichiara di avere destinato circa la metà dei fondi alla ricerca, ma questa cifra copre anche le spese di attività collaterali alla ricerca e l’attività di “comunicazione e sensibilizzazione sul tema malattie rare”. Periodicamente gli istituti finanziati annunciano “eccezionali scoperte” ma quando viene chiesto loro se la scoperta è applicabile all’uomo la risposta è negativa.

Molti degli esperimenti finanziati da Telethon si basano sull’uso degli animali vivi. Ma gli organismi biologici sono diversi tra loro e proprio queste differenze vengono riconosciute dalla comunità scientifica come il problema principale che causa il fallimenti farmacologico. In questo momento anche alcuni Stati europei dichiarano di voler diventare leader dei metodi di ricerca senza animali. La scienza deve essere etica e sicura per l’uomo. Questo è il futuro”.

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