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Blues e teatro nello scenario evocativo del Cimitero degli Allori Spettacoli

Firenze – Dal blues dell’omaggio a Blind Willie Johnson, cantante e chitarrista texano di inizio ‘900, alla rappresentazione teatrale del “Manfred” di Lord Byron, che rivivrà anche grazie alle parole di Carmelo Bene: il 28 e il 30 luglio il Cimitero Evangelico agli Allori di Firenze (via Senese 184) diventerà per il secondo anno luogo di messa in scena.

Un cimitero come palcoscenico di spettacoli? “Sì – dice Eugenio Giani presidente del Consiglio regionale – perché è uno spazio prestigioso dove so no sepolti molti personaggi della storia fiorentina e internazionale come Oriana Fallaci e la moglie e la figlia di  Lajos Kossuth il Garibaldi del risorgimento ungherese”.  Non è dunque un luogo solo di tristezza, ma anche “un posto dove si può guardare al futuro”. C’è poi la bellezza di un luogo che è sempre stato un punto di ritrovo delle comunità evangeliche fiorentine.

 

Cimitero degli Allori_05

In programma due nuove produzioni di teatro, musica e danza per “Don’t Cry”, (Non piangere), progetto culturale di incontri e spettacoli, a cura di Fondazione Pubbliche AssistenzeComitato delle Chiese Evangeliche e Nuovi Eventi Musicali, in collaborazione con Kaos Balletto di Firenze. L’evento è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio regionale della Toscana.

Da giovedì il Cimitero agli Allori, nato poco dopo la metà del XIX secolo come continuazione di quello degli inglesi di Piazzale Donatello, noto per essere, oltre che un luogo di riposo, un museo a cielo aperto, dove sono sepolti personaggi illustri della storia, fra cui ancora l’amante di Edoardo VII Alice Keppel, ol pittore americano Francis Alexander (amico di Oscar Wilde), farà riflettere sulla vanità di molte cose che si incontrano nel quotidiano, in favore di un’analisi più approfondita e sincera sui veri valori della vita.

Il programma si aprirà con la prima esecuzione assoluta di “Don’t Cry #4 / Blind Willie Johnson”, per la regia di Mario Setti. La danza di Kaos Balletto di Firenze, su coreografie di Roberto Sartori si fonderà con gli interventi musicali dal vivo del chitarrista Guido Masi che duetterà con le musiche originali di Blind Willie Johnson, interpretate su disco dall’artista stesso e dalle voci di Tom Waits, Sinéad O’Connor, Lucinda Williams, Rickie Lee Jones, nell’omaggio uscito per l’etichetta americana Alligator lo scorso febbraio. Johnson è stato uno degli protagonisti del blues e del gospel, vissuto dal 1897 al 1945 nel profondo sud degli Usa: la situazione intorno a lui era quella di povertà, discriminazione, violenza. Willie era cieco non per nascita, ma perché la matrigna gli gettò negli occhi dell’acido solforico per fare un dispetto al padre. Tuttavia, con la sua musica fu in grado di influenzare quasi tutti: autori di vario genere ne hanno seguito le orme, tra cui Bob Dylan.

Alessandro Botticelli_Don't Cry_Kaos Balletto_spettacolo 09.2015

Sabato 30 luglio, invece, si terrà “Don’t Cry #5 / Manfred – Carmelo Bene”, la rappresentazione scenica, tra musica e video, dell’opera di Lord Byron, portata al successo da Carmelo Bene nel 1978. Sulle note di Schumann, per la regia originale di Riccardo Giannini, sarà una versione onirica dell’opera, ambientata alla fine dell’800, riproposta nella versione originale per pianoforte, coro da camera e solisti, con Pier Paolo Vincenzi al pianoforte e il Coro da Camera di Bologna diretto da Pier Paolo Scattolin. La voce e le immagini di Carmelo Bene si intrecceranno a quelle degli artisti in scena (si cita Valentina Testoni nel ruolo dello spirito recitante), nella lunga notte che Manfred passerà a contatto con i ricordi del suo passato, tra le ansie e le speranze di questo eroe romantico. Lo spettacolo godrà di un nuovo allestimento site specific.

Foto: Alessandro Botticelli:Don’t Cry Kaos Balletto

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