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Bocce, a Scandicci il trofeo Mario Sbrilli Sport

Scandicci – Domenica 30 agosto la Bocciofila Scandiccese ospita la 56esima edizione della Coppa Mario Sbrilli, gara nazionale di bocce a terne, che vede la partecipazione di 112 formazioni per un totale di 336 atleti in gara, di categoria A1/A-B, separate fino al possibile. La Coppa Mario Sbrilli viene organizzata fin dal 1957: nata a Firenze, l’organizzazione è passata alla Scandiccese dalla metà degli anni settanta.

Per l’edizione 2015 sono 5 le formazioni di Cat. A1 iscritte e capitanate da Maurizio Mussini (Brescia Bocce), Marco Cesini (Ancona 2000), Daniele Ombrosi (Montegranaro-AP), Michele Palazzetti (S.Angelo Montegrillo PG), Raffaele Tomao (S.Erminio PG) e sono molti gli atleti partecipanti già vincitori della manifestazione a cominciare dai toscani Ivano Bertuccelli (Migliarina), Fabrizio Galli (Montecatini AVIS), Lino Zito (Orbetello), Franco Bonelli (Pieve a Nievole) e Claudio Ferlito della Scandiccese che insieme a Michele Di Chirico e Bruno Monaco formano la terna di punta della società organizzatrice. La manifestazione della Società guidata dal presidente Sergio Bartoloni, diventata ormai un’istituzione di fine estate, è realizzata in collaborazione con FIB Firenze e ha il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Scandicci e dell’ANPI di Scandicci ed è intitolata al partigiano Mario Sbrilli.

“Studente di medicina alla Scuola di sanità militare di Firenze, Sbrilli si unì, subito dopo l’8 settembre 1943, ai partigiani della Brigata Garibaldi ‘Pio Borri’, attiva sull’Alpe di Catenala, in provincia di Arezzo” si legge nella biografia del giovane tratta dal sito di Anpi. “Al giovane, considerata la sua specifica preparazione, fu affidata la responsabilità del servizio sanitario della Brigata. Durante un rastrellamento, il giovane fu catturato dai tedeschi insieme a numerosi partigiani feriti. I soldati, riconosciuta la funzione di assistenza sanitaria svolta da Sbrilli, decisero di risparmiarlo. Il “trattamento di riguardo” durò sino a quando Sbrilli vide i tedeschi che, dopo aver percosso con tubi di gomma i feriti sino a renderli incoscienti, stavano per gettare in una fossa ancora vivi diciotto partigiani. Il giovane si lanciò urlando contro i nazisti e fu falciato da una raffica di mitra”.

Alla sua memoria, oltre che questa importante gara nazionale di bocce, è dedicata una laurea ad honorem dell’Università di Firenze e un premio annuale istituito dal Corpo sanitario dell’Esercito. Il suo nome è iscritto accanto a quello di Anna Maria Enriques Agnoletti, Enrico Bocci, Nathan Cassuto e Gianfranco Mattei nella lapide che ricorda i caduti del Liceo Michelangelo di Firenze.

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