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Bojinov, dalla Premier League alla C1 Sport

C'era una volta Valeri Bojinov, campioncino strapagato e talento immenso perso a metà strada della sua favola calcistica.
In questo fine settimana di rigori e polemiche, anche la Serie B si è conclusa portando dietro di sé i suoi esaltanti e amari verdetti. Il bulgaro, con il suo Vicenza, è retrocesso definitivamente in Lega Pro continuando un'infelice parabola discendente di talento inesploso, promessa non mantenuta, di giglio appassito troppo presto.
Ed è proprio da un giglio, quello viola della Fiorentina, che la favola di Valeri Bojinov ha iniziato a sbiadirsi, ad avere una trama sempre meno convincente.
Questa è la breve storia del bulgaro cresciuto col marchio del predestinato, dell'astro nascente del calcio internazionale spentosi a poco a poco; di una stella divenuta semplice meteora.

E' l'anno 2002 e la Fiorentina dei Fratelli Della Valle, tornata in Serie A dopo il purgatorio di C2 e Serie B, compra nella sessione invernale di calciomercato la cosiddetta "ciliegina": un ragazzo bulgaro, promettentissimo, che in meno di sei mesi ha già fatto 11 gol con la maglia del Lecce.
15 Milioni. Un'enormità per un giovane di appena 19 anni. Ma il bulgaro, si dice, è una garanzia, un futuro campione.
Corvino, che a quei tempi era ancora a Lecce, aveva avuto la grande intuizione di portare in Salento il piccolo grande Valeri. Cresciuto sotto le ali protettive di Cavasin, prima, e Delio Rossi poi ("sa lavorare coi giovani", dicevano), il piccolo bulgaro era stato schierato in Serie A dal maestro Zeman, e lui, Bojinov, l'aveva ripagato a suon di gol.
Si parla bene di lui, un gran bene, e la Fiorentina con il suo acquisto può veramente sognare. Ma in riva all'Arno il bulgaro non riesce a ingranare e non entra nei meccanismi di gioco della sua squadra. A fine campionato il suo bottino, così come quello dei viola (salvi all'ultima giornata), è assai magro: 9 presenze e due sole reti.

Ma c'è sempre la stagione successiva, si pensa. Bojinov scriverà la sua storia facendo grande la Fiorentina nella prossima stagione. Per i gigliati, però, c'è un altro giocatore che sta facendo impazzire i tifosi: si chiama Luca Toni e a fine campionato avrà compiuto la bellezza di 31 gol. Bojinov viene stritolato e oscurato dal nuovo Re Mida fiorentino, e diventa un principe sempre più irrequieto.
Qualche parola di troppo in una radio bulgara locale (poi smentita), qualche comportamento poco gradito alla società viola: così, tra Valeri e i tifosi si rompe l'idillio ed è costretto a lasciare il sodalizio fiorentino.
Una piccola parentesi in Serie B nella Juventus – in prestito, senza lasciare tracce rilevanti – poi la messa sul mercato.
E ancora, il destino bussa alla sua porta. L'azzurro, principesco, del ricco Manchester City lo chiama a sé acquistandolo per 8 milioni e mezzo di Euro. Altre pagine pronte ad essere scritte. Perché ha talento, si dice. E' un top player, diremmo oggi.

Bojinov sbarca a Manchester con una valigia piena di sogni in mano, ma anche lì la sfortuna lo raggiunge. Ogni posto pare essere la sua triste Samarcanda. Stavolta sono due gravi infortuni a rompere le speranze del bulgaro: il primo lo costringe, nel derby d'agosto con lo United, a star fuori un'intera stagione; il secondo, appena rientrato, lo blocca per altri sei mesi. Dal suo ultimo ingresso in campo, nell'agosto del 2007, passano quasi due anni e torna a giocare nel Marzo del 2009.
Arriva l'estate, scatta l'ora del calciomercato e Valeri si sente pronto per rimettersi in gioco e tornare in Italia.

Seppur con la formula del prestito con diritto di riscatto, il bulgaro approda nel Parma di Guidolin dove riesce a far bene grazie alle sue otto segnatore stagionali. I dirigenti, così, si convincono ad acquistarlo definitivamente. La sua seconda chance italiana, però, la perde nella seconda stagione giocando poco e siglando solo 3 reti.
A fine campionato, ancora una volta, la promessa del calcio bulgaro parte verso nuovi lidi.

Lo Sporting Lisbona, squadra portoghese, crede fortemente in lui e lo ingaggia facendogli firmare un ricco contratto. Ma non sempre il destino di un predestinato è fatto di glorie e ascese nell'olimpo del calcio: quello di Bojinov è sempre tragicamente simile; poco spazio, prestazioni non all'altezza.
Dove andare, allora? Smarrita la strada si ritorna dove tutto è cominciato, bisogna rielaborare la storia da principio per capire dove si è sbagliato. Il suo desiderio di tornare in Salento è presto esaudito dai portoghesi che lo girano in prestito al Lecce.
Niente da fare. I giallorossi finiscono in B, così passa al Verona dove il feeling con l'allenatore Mandorlini è presto compromesso.

Non è un fallimento, ma da uno come lui si pretenderebbe sempre di più. E' il peccato di chi sulle sue spalle ha un enorme fardello da tenere, quello del fenomeno che dovrebbe spaccare il mondo.
E infine al Vicenza, quest'anno, dove viene promosso capitano. Finalmente leader, finalmente trova la sua dimensione, si dice, anzi si spera. La squadra lotta per salvarsi, gli chiede di farlo, ma lui non può fare molto di più, non se non è un fenomeno. A fine anno arriva la drammatica, diretta, retrocessione e il probabile ritorno allo Sporting Lisbona con cui è legato da un contratto di altri tre anni.
Si chiude così il cerchio del piccolo principe, questa la sintesi di un "campione" virgolettato.
Dalla Premier League alla C1. L'ultimo capitolo di una favola incompleta.
C'era una volta Valeri Bojinov.. un talento incompreso, anche sfortunato, che aspettava una corona per diventare Re. E la aspetta ancora.

Alessandro Testa

Foto: digilander.libero.it; raisport.rai.it

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