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Bolkestein, la protesta arriva a Firenze Cronaca, Economia

Firenze – Ormai si tratta di giorni. La protesta degli ambulanti contro la direttiva Bolkestein nella sua attuazione da decreto italiano, dilaga in Italia e troverà, il 5 luglio, un momento di concentrazione proprio a Firenze. Partenza dalle Cascine alle 15, centinaia di furgoni incolonnati, di sicuro non passerà inosservata. ” Si tratta solo di una delle iniziative in calendario – spiegano da Assidea, l’associazione spontanea di ambulanti che è cresciuta in Toscana – che racchiude, oltre alla protesta contro la direttiva Bolkestein anche un invito verso la Regione Toscana e il Comune di Firenze a darci delle risposte in merito ai quesiti da noi posti”. All’iniziativa aderiranno anche ambulanti dal Lazio e dalla Campania.

Le criticità del Decreto Legislativo 59/2010 sono molte, secondo gli ambulanti, ma il punto fondamentale è illustrato nella mail che gli ambulanti hanno inviato, senza peraltro ricevere risposte, sia ai Comuni che alla Regione. Ed ecco il testo della mail: “L’Associazione (Idea, ndr) fa notare al Dirigente che nell’art. 70 comma 5 “ Con intesa in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, anche in deroga al disposto di cui all’articolo 16 del
presente decreto, sono individuati, senza discriminazioni basate sulla forma giuridica dell’impresa, i criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per l’esercizio del commercio su aree pubbliche e le disposizioni transitorie da applicare, con le decorrenze previste, anche alle concessioni in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto ed a quelle prorogate durante il periodo intercorrente fino all’applicazione di tali disposizioni transitorie”. L’Associazione chiede alla Commissione ed in subordine al dirigente di istituire un tavolo di concertazione al fine stabilire i criteri di rinnovo da inserire all’interno dei bandi al tavolo previsto anche dalla nota inviata ai comuni dalla Regione Toscana”.

In realtà, come spiegano gli stessi ambulanti, il vero problema della legge di applicazione della Bolkestein starebbe nel fatto che “mancano i criteri per i rinnovi delle concessioni”. I  criteri per i rinnovi infatti, menzionati nella legge, non vengono menzionati dai Comuni, che invece vorrebbero procedere ai bandi  solo per i rilasci. Ma la differenza fondamentale è che per “rilasci” si intendono le nuove concessioni e dunque nuovi mercati o fiere, mentre per “rinnovi” si intendono quelli che riguardano fiere e mercati già esistenti. Non solo: bisogna anche tener conto del fatto che le  scadenze delle concessioni sono differenziate.

Insomma, di fatto sembra, come spiegano da Assidea, che “ci si trovi di fronte a un vero e proprio buco legislativo”. Che tuttavia andrebbe a impattare fortemente sul lavoro degli ambulanti, i quali di fatto si troverebbero in una sorta di limbo senza sapere quando e come e se verranno stabiliti i rinnovi. E con che criteri. Sul punto e sulle altre criticità  nei giorni scorsi si sono svolti vari incontri fra gli ambulanti e le istituzioni, sia con il funzionario preposto al settore della Regione Toscana Romagnoli,  sia con uno dei rappresentanti della commissione commercio del Comune di Firenze, Giorgetti.

assidea

La richiesta di Idea è la seguente:  un rinvio dei bandi al 2020 al fine di uniformare la situazione e per cercare di organizzare al meglio possibile il passaggio. Fino a quella data “abbiamo chiesto di partecipare a tutti i tavoli di discussione per eventuali modifiche alla direttiva, in quanto ad oggi associazione IDEA rappresenta quasi 1.000 ambulanti solo sul territorio toscano e siamo coordinati con altre associazioni del Lazio, Piemonte, Campania, Liguria”. In totale si tratta di oltre  15.000 ambulanti , che parteciperanno  a una grande manifestazione che si terrà a Roma il 28 settembre 2016. In quella sede verrà chiesta l’esclusione dalla Bolkestein. Saranno inoltre invitate anche le regioni Piemonte, Puglia, Lazio, Liguria “che hanno presentato proposte di legge e mozioni per l’esclusione della categoria dalla Bolkestein”.
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