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Bollette servizio idrico, Sì Toscana a Sinistra: la paghi chi lo usa Dibattito politico

Firenze – Bollette servizio idrico, approvata mozione di Sì Toscana a Sinistra. Fattori e Sarti (Sì): “Solo chi usufruisce di fognatura e depurazione deve pagare il servizio, la Regione monitori la corretta applicazione delle tariffe da parte dei gestori e li obblighi a valutare caso per caso gli allacciamenti alla rete”.

E’ stata approvata in Aula all’unanimità la mozione di Sì Toscana a Sinistra che chiede alla Giunta regionale di monitorare l’effettiva applicazione da parte dei gestori del servizio idrico della Sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale e della normativa nazionale vigente, in particolare la Legge 13/2009.

“Il servizio di fognatura e depurazione deve essere pagato in bolletta solo da chi ne usufruisce effettivamente ed è per questo necessario un aggiornamento degli archivi dei gestori, che in taluni casi contengono errori con la conseguenza che il servizio viene talora fatto pagare a chi non dovrebbe pagarlo. Quando invece sia pianificata la realizzazione di opere di depurazione, va ribadito che la quota in tariffa può essere fatta pagare solo se le procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere sono state effettivamente avviate e solo se i tempi previsti nei Piani di Ambito per la realizzazione degli impianti sono rispettati. Insomma, non basta dichiarare che le opere sono programmate, bisogna che la realizzazione sia avviata e che i tempi previsti siano rispettati. La legge prevede anche che l’utente debba essere rigorosamente informato riguardo all’andamento del progetto e dei lavori di costruzione, ma non ci risulta che accada veramente”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra.

“C’è poi un problema relativo agli allacciamenti obbligatori. Gli enti gestori prevedono nei loro Regolamenti parametri rigidi per l’allacciamento obbligatorio, a spese degli utenti, agli impianti di fognatura e depurazione. Se l’abitazione è collocata a una certa distanza dalla rete fognaria, ad esempio, scatta l’obbligo di allaccio, senza una valutazione delle situazioni specifiche che non sempre possono essere valutate in termini di metri. Esistono, infatti, casi in cui l’allacciamento è di fatto impedito da condizioni particolari, come l’esistenza di edifici o altri ostacoli che non consentono di far passare l’allacciamento per la via breve che è stata calcolata in astratto dai gestori”.

 “Inutile ricordare che al fondo dell’attuale gestione privatistica del servizio idrico integrato vi è l’esigenza di massimizzare i profitti, mentre sarebbe necessaria una gestione integralmente pubblica del servizio, che non dovrebbe distribuire profitti e dividendi, proprio come ha chiesto la maggioranza assoluta degli italiani nel referendum tradito del 2011”.

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