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Bolognese vecchia, furti e paura Cronaca

Questione di sicurezza. Il comitato dei cittadini di via Bolognese prospetta una questione che incide fortemente sulla "qualità della vita": la raffica di furti che nelle scorse settimane si è abbattuta sulla zona. La Farmacia due settimane fa, il bar derubato sei volte, venti giorni fa la ruberia cui è stato sottoposto il ristorante Zocchi a Pratolino, cui sono stati sottratti carne e bottiglie dopo l'orario di chiusura. Le modalità variano: dalla classica rapina cui è stata sottoposta la farmacia (alle 19,30   un uomo con il casco e munito di cacciavite è entrato nell’unica Farmacia ancora aperta della zona, costringendo il farmacista a consegnargli l’incasso della giornata, in un orario in cui ormai il piazzale di Trespiano era deserto) ai veri e propri "scassi" cui è stat sottoposto il bar, alla "misteriosa" sottrazione di vettovaglie al ristorante, sono tutti gesti la cui sommatoria produce una crescente sensazione di insicurezza nei cittadini. Di questo timore diffuso si fa portavoce il comitato di via Bolognese per bocca del suo presidente Leonardo Bolognini, che ricorda che anche per abitazioin private che si affacciano sulla Bolognese vecchia l situaizone non cambia.

Tutte le abitazioni che si affacciano su Careggi, le stesse che il 22 agosto scorso sono state seriamente minacciate e danneggiate dal fuoco, ricevono ormai“visite” mensili dai ladri. I malviventi, come testimoniano i cittadini, non si arrestano nè davanti la messa in funzione degli allarmi, a cui le orecchie del vicinato sono ormai abituate per la quantità dei furti pregressi, nè dall'attenzione con cui i residenti si preoccupano di chiudere e blindare porte e finestre.  I ladri, se non riescono a penetrare nelle abitazioni, si accontentano di prendere gli attrezzi, come decespugliatori, tagliaerba e quant’altro trovano nelle capanne dei giardini.
La preoccupazione sale, visto il livello di confidenza preso dai responsabili dei furti che non temono più neanche di essere notati, lasciando sul terreno le proprie impronte.

Ma le forze dell’ordine, una volta chiamate, intervengono?
"Certamente – commenta Bolognini – ma a quanto pare non in maniera sufficiente, forse per la mole di lavoro che comporta ritardi nel pronto intervento o forse perché spesso, dopo le rischiose fatiche di funambolici inseguimenti, come nel caso del memorabile furto al bar della Lastra, i colpevoli vengono rilasciati dopo poco per insufficienza di prove, a meno che non siano stati colti sul fatto".
Cosa accade allora?
“Purtroppo alle telefonate fatte ai carabinieri nel cuore della notte viene risposto che non c’è disponibilità di personale, di auto da inviare sul posto, ma che restano a disposizione in caso di ulteriori chiamate “urgenti” e che avvertiranno la pattuglia di passare.”
La conseguenza? Una diffusa sensazione di insicurezza che non fa dormire certo sonni tranquilli alla popolazione, mentre la sensazione di un degrado montante della zona, lasciata a se stessa, scatena una profonda rabbia e angoscia nei residenti. Il cui unico interrogativo, forte e ripetuto, rimane: "Che fare?" …

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