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Bonaccini spiega a Giani la ricetta per battere la destra Politica

Firenze – Il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini è venuto a Firenze a dare una mano al candidato governatore del Pd Eugenio Giani portando il suo libro, “La destra si può battere”. Lui la destra l’ha battuta all’inizio dell’anno interrompendo la cavalcata vittoriosa di Matteo Salvini alle ultime elezioni regionali: “Quando tutti dicevano che la perdita dell’Emilia Romagna sarebbe stata la catastrofe per la sinistra e io avrei comunque pagato per essere quello che l’aveva persa”.

Per Giani  il compito è altrettanto complesso e i sondaggi che registrano un possibile testa a testa con la candidata del centrodestra Susanna Ceccardi sono lì a dimostrarlo. Per questo il libro, nel quale Bonaccini spiega perché è riuscito a ribaltare le previsioni,  “sarà per lui un punto di riferimento, un vademecum”, istruzioni per conquistare Palazzo Strozzi Sacrati, ha detto l’esponente del Pd presentando l’ospite sul palco del Festival dell’unità nei Giardini del Galluzzo.

Intervistato insieme al sindaco di Firenze Dario Nardella dalla giornalista de La 7 Myrta Merlino, Bonaccini ha sintetizzato la ricetta del suo successo: “Più mi attaccavano e più parlavo d’altro, della mia regione”, perché con l’attuale disponibilità dell’elettorato a cambiare voto era possibile prendere suffragi anche da famiglie di destra. Secondo, “non essere subalterni a nessuno”  e di fronte alla mancata alleanza con il Movimento 5 Stelle,  cercare i voti grillini “casa per casa”. Poi andare incontro al desiderio della gente di andare in piazza, incontrare e ascoltare le persone normali, i loro problemi: le fabbriche in crisi, gli imprenditori, la sanità: “Basta con la puzza sotto il naso”.

Per Nardella è fondamentale investire nella qualità delle persone: “Le nuove generazioni non hanno condizionamenti ideologici, vogliono vedere e capire chi hanno davanti, i loro valori e le loro competenze”. Per questo il Pd deve mettere in primo piano “le cose che stanno davvero a cuore, in modo radicale”. Il centrosinistra non si può permettere di perdere una regione che è una “frontiera democratica di fronte a un progetto politico vuoto come quello della Ceccardi, della quale come sindaca di Cascina si ricorda solo che ha regalato lo spray al peperoncino alle donne. “Ma la sicurezza come la salute è un diritto di tutti e deve essere garantito dallo stato e non ognuno da solo”. Le città governate dal centrodestra sono meno sicure di prima.

Secondo Bonaccini, che ha smentito aspirazioni alla segreteria del Pd, è importante che siano fatte delle battaglie decise su ciò che si pensa giusto, accettando anche il rischio di mettere in crisi il governo, come per esempio nella questione di accettare i prestiti del Mes i fondi europei per gli investimenti in sanità: “Se chi fa politica di fa prendere dalle paure, deve cambiare mestiere. E’ nei momenti difficili che vedi la classe di governo”.

Prendendo spunto da queste parole Nardella  ha spiegato il senso delle sue recenti prese di posizione come la richiesta di un congresso dopo le elezioni, un confronto sui temi che ci fondano come forza politica: si tratta di sottolineare i temi che contraddistinguono il partito sapendo a quale prezzo li poniamo alla discussione. “Per esempio, aprire il dibattito sul bipolarismo, fare una discussione vera”.

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