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Boom di case all’asta, “Serve un contributo regionale per pagare il mutuo” Politica

Aumentano i pignoramenti in Toscana in modo vertiginoso: dal 2008 a oggi, il salto è stato del 100%, per un totale regionale di 1600 abitazioni all'asta. Il quadro viene fornito dalla consigliera regionale del Gruppo Misto Marina Staccioli, coordinatore del Movimento Identità Toscana, che, insieme al collega Dario Locci, mette nel mirino quella che può essere considerata una vera e propria emergenza sociale. "Non possiamo permetterci di stare a guardare – commenta Staccioli – è per questo che, insieme al collega Locci, stiamo lavorando a una proposta di legge regionale per sostenere chi si è accollato un mutuo negli anni scorsi e adesso si trova in difficoltà nei pagamenti".

E l'idea è questa: un contributo regionale per pagare le rate del mutuo, sul modello degli assegni di sostegno all’affitto. Infatti, ricorda Staccioli, il sistema della messa in vendita all'asta provoca un'ulteriore, negativa ricaduta sul mercato immobiliare: "A causa della crisi, buona parte delle aste vanno deserte e gli immobili vengono aggiudicati solo in seconda o terza battuta a prezzi stracciati. Il che comporta un ulteriore danno per il settore immobiliare – spiega la consigliera – ‘drogato’ da beni in vendita a prezzo ridotto”. Con la conseguente svalutazione delle case.

La nostra proposta di legge – prosegue Staccioli – fa seguito ad una mozione che aveva riscosso molto interesse in Aula, anche da parte della maggioranza. I dettagli sono ancora in fase di definizione, ma si tratterà di un contributo mensile variabile tra 100 e 300 euro, a seconda della situazione economica di chi ne fa richiesta, da assegnare annualmente per mezzo di un bando, come avviene per il sostegno all’affitto”.

“La Regione Toscana – conclude Staccioli – ha investito 45 milioni di euro sui giovani che vogliono rendersi indipendenti dai genitori, andando a vivere in affitto. E’ ora di dare una mano anche a tutti coloro che si sono impegnati nell’acquisto di una casa, ipotecando venti o trent’anni del proprio futuro”.

Foto: www.lavorincasa.it

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