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Borse di dottorato Pegaso: 3 milioni di euro dalla Regione alle Università toscane STAMP - Università

Spesso eccellenti studenti scelgono di non continuare la carriera accademica dopo la laurea per non dover sostenere ulteriori sacrifici economici. Per sostenere i dottorati di ricerca, il più alto titolo di studio conseguibile nelle Università italiane, la Regione Toscana ha attivato le borse regionali Pegaso, destinate a studenti residenti sul territorio toscano e di non più di 35 anni, che conoscono con disinvoltura almeno una lingua straniera e che sono disposti a trasferirsi all’estero per un periodo di tirocinio di almeno 6 mesi durante i 3 anni di dottorato. «Mentre il governo nazionale stava tagliando risorse al punto tale che nell’ultimo triennio i posti di dottorato banditi con borsa sono calati del 30% – ha dichiarato la vicepresidente della Regione, Stella Targetti – Regione Toscana ha deciso di andare controcorrente investendo e valorizzando il dottorato di ricerca. Mettendo nuove borse di dottorato a disposizione degli atenei toscani cerchiamo di arginare la tendenza a aumentare il numero dei dottorandi senza borsa favorita invece dalle nuove linee guida del Governo. Investire sul dottorato significa riconoscere che la loro formazione per la ricerca e ottenuta anche attraverso il lavoro nella ricerca, sia un valore aggiunto indispensabile alla carriera accademica, ma anche prezioso per l’impresa. E l’anno prossimo faremo ancora di più mettendo a frutto la sperimentazione 2011». La scorsa estate la Regione mise a disposizione degli Atenei toscani 3 milioni di euro da investire sui dottorati di ricerca mediante il bando per l’assegnazione di 50 borse Pegaso. «I criteri di valutazione che la Regione Toscana ha adottato in questo bando – ha chiarito sempre Stella Tragetti – hanno premiato la sinergia tra singoli atenei, la creazione di reti tra università e centri tecnologici di ricerca, i rapporti con il mondo produttivo e istituzionale, la necessità che i progetti siano funzionali anche al concreto inserimento lavorativo dei giovani laureati, la natura interdisciplinare dei progetti, l’obbligo di permanenza all’estero dei dottorandi (previsto in almeno 6 mesi), la predisposizione delle tesi di dottorato in lingua inglese, il coinvolgimento nella valutazioni finali di studiosi esterni ai soggetti che hanno attuato il corso». Le borse Pegaso verranno assegnate, erogate e gestite dalle singole Università nell’ambito dei loro bandi di dottorato e saranno aggiuntive rispetto a quelle messe a disposizione dai singoli Atenei. Ogni borsa ammonterà a 60.000 euro lordi annui per progetti di vario genere, che vanno dalle geoscienze all’informatica, dalla conservazione dei beni culturali alla medicina molecolare, dalle scienze giuridiche alle scienze chimiche, dall’economia ai sistemi energetici. Hanno presentato domanda per il bando regionale le Università di Firenze, Pisa e Siena, mentre i progetti dichiarati finanziabili sono stati 20: 8 dell’Università di Firenze, 6 dell’Ateneo di Pisa e 6 dell’Ateneo di Siena. Le borse di dottorato Pegaso assegnate, infine, sono 21 per l’Università di Firenze, 16 per quella di Pisa e 13 per l’Ateneo di Siena.

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