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Botte agli operai, Prato sbigottita, Si Cobas: “Il Comune non lasci soli i lavoratori” Breaking news, Cronaca

Prato – Prima la tintoria DL, poi la vicina azienda Fada e ora Gruccia Creations. Fabbriche che dalla fine dell’anno ad oggi  sono state teatro di  veri e propri scontri tra gli operai che rivendicano migliori condizioni di lavoro, sindacalisti e forze dell’Ordine.

Già a a dicembre 2018 i lavoratori sindacalizzati “Si Cobas” erano scesi in piazza a Prato per dire no allo sfruttamento che aveva colpito due lavoratori iscritti al Si Cobas e dipendenti della DS Montemurlo di Zhang Xiangguo. E se un mese fa ha fatto scalpore la foto del padrone della tintoria Fada, che con in mano un cartello  recante la scritta “cobas comanda prato, aiuto istituzioni”, ieri invece ha stupito la notizia, per la sua drammaticità, di nuovi disordini, in cui sono stati coinvolti alcuni manifestanti pakistani e un gruppo di cinesi.

In via dello dello Sprone, gli operai pachistani che protestavano davanti all’azienda sono stati  aggrediti all’improvviso da una piccola formazione che pare sia stata organizzata dal titolare dell’azienda “Gruccia Creations”.La manifestazione sindacale degli operai pachistani aveva lo scopo di rivendicare un contratto regolare e la fine di turni di 12 ore al giorno senza riposo settimanale. Lo sciopero era ripartito dopo che l’azienda aveva disertato il tavolo di incontro che avrebbe dovuto vedere la sottoscrizione di un accordo per la regolarizzazione.

Dagli ambienti vicino al Sindaco di Prato Matteo Biffoni giunge alta e forte la condanna per quanto accaduto nel piazzale antistante l’azienda in via dello Sprone. Prato è infatti, secondo quanto raccolto, una città inclusiva e accogliente purchè, dicono dal palazzo comunale, “si rispettino le regole” .

Ci si chiede infatti se non siano maturi i tempi perchè  le aziende cinesi a Prato si mettano insieme in un consorzio, per relazionarsi con le istituzioni  e le forze sindacali presenti sul territorio. È inaccettabile, filtra sempre da palazzo, “che nel 2019 si possa assistere in questa città ad un regolamento di conti fai da te all’interno di una fabbrica in cui gli operai rivendicano salari e migliori condizioni di vita” .

Appare del tutto evidente, secondo il senso comune, che non è pensabile far decollare “progetti cinesi” in città ovvero “operazioni di facciata”. Il riferimento è ad un rilancio turistico di via Pistoiese, un quartiere di Prato ad alta densità cinese proposto dal neo consigliere Marco Wong, se prima non si rispettano le regole basilari di chi decide di fare impresa in Italia e a Prato. La città si  aspetta delle scuse da chi si è comportato in questo modo, e si profila una richiesta ufficiale in questo senso, al di là degli strascichi giudiziari, perchè il tessuto cittadino “è attonito e sconvolto” dal modo in cui è stata gestita una vicenda in cui dei lavoratori  legittimamente richiedevano il rispetto dei loro diritti attraverso lo sciopero, uno strumento di lotta riconosciuto dalla carta costituzionale (art. 40).

Ad oggi una manifestazione di Si Cobas si trova sotto il palazzo comunale per sollecitare l’intervento istituzionale e pubblico del sindaco circa le vicende di Gruccia Creations e non solo. In generale, dice Luca Toscano di Si Cobas (le forze sindacali che per primi e anche, per molto tempo, soli, hanno puntato il faro sul problema), la questione è più generale. “E’ stato troppo facile in questi anni invitare i lavoratori a denunciare le situazioni di sfruttamento in cui si trovano, quando oggi, che si stanno ribellando, non  ricevono nessun tipo di appoggio da parte delle istituzioni; anzi, rischiano di venire criminalizzati e ridotti a un mero probema di ordine pubblico.  Questi lavoratori vanno sostenuti e dal Comune di Prato ci aspettiamo un gesto preciso e pubblico”.

Intanto a breve verrà presentato alla Prefettura pratese un ricorso gerarchico sulla questione dei fogli di via emessi dalla questura di Prato a carico dei sindacalisti  Luca Toscano e Sara Caudiero. Fogli giunti  nel corso della battaglia per i diritti dei lavoratori del tessile per “pericolosità sociale”  rispetto alle condotte tenute durante la fase di “contrattazione” nella vertenza della lavanderia DL. Causa, si ricorda, vinta, con la contrattualizzazione secondo le leggi vigenti dei due lavoratori in oggetto.

Giungono intanto dichiarazioni da più parti per stigmatizzare l’accaduto. “E’ intollerabile l’aggressione ai lavoratori avvenuta davanti alla ditta Gruccia Creations”, dichiara il Segretario provinciale del Partito democratico di Prato Gabriele Bosi. “Mi auguro che venga ricostruita molto velocemente la dinamica dei fatti e che vengano comminate le giuste sanzioni. Non è accettabile che una protesta per le condizioni di lavoro finisca con persone ricoverate in ospedale. “Inoltre”, prosegue Bosi, “è urgente verificare le condizioni di lavoro in quell’azienda. Il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori è inderogabile e ogni azione che va contro questo principio nel nostro distretto deve essere contrastata con le modalità di controllo più utili ed efficaci”.

Interviene il presidente della Regione Enrico Rossi: “Ho appreso stupefatto di questo episodio riportato dalle cronache di Prato su una decina di lavoratori in sciopero che avrebbero avuto bisogno di cure perché aggrediti mentre scioperavano per la riduzione dell’orario di lavoro e altri diritti in fabbrica – commenta Rossi – nel caso tutto questo sia confermato si tratterebbe di un fatto molto grave e di un’ulteriore conferma dell’esistenza di una catena di sfruttamento intollerabile per una regione civile come la Toscana, dove i diritti devono essere rispettati. Per quanto mi riguarda ho piena fiducia nell’opera della magistratura e delle forze dell’ordine. Sapranno fare piena luce su quanto è successo. Auspico che gli eventuali responsabili siano puniti in modo fermo ed esemplare”.

Su questo fatto interviene Massimiliano Brezzo, segretario generale della Filctem Cgil Prato. che ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“È cominciato a scorrere il sangue. Dopo anni di denunce, di descrizione del sistema di produzione illegale e dello sfruttamento sul quale si basa, di indicazioni su come deve essere contrastato, ci ritroviamo alle aggressioni dei lavoratori durante le manifestazioni per rivendicare i propri diritti.
La Filctem Cgil di Prato esprime tutta la propria solidarietà ai lavoratori della Gruccia Creations, aggrediti mentre rivendicavano orari e salari regolari”.
A quanto si legge, a fine maggio, questi lavoratori erano stati protagonisti di una pubblica denuncia, in Piazza del Comune, delle loro condizioni di sfruttamento che, per inciso, è un reato penale. Ci chiediamo come mai, in 20 giorni, non siano state verificate le condizioni denunciate intervenendo di conseguenza. Ancora una volta, in questo territorio, il lavoratore, anche il più debole e ricattabile, non può contare sugli organi di controllo ma deve trovare da solo la strada per farsi riconoscere i propri diritti. Speriamo che tutti operino perché questo episodio sia l’ultimo, e non il primo di una pericolosissima escalation”.

 

 

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