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Boxe, Ardito si conferma campione superpiuma Sport

Firenze – A Porto Santo Stefano ieri sera Angelo Ardito si è confermato campione italiano dei pesi superpiuma pareggiando con lo sfidante Nicola Cipolletta di Napoli. Un match sulla distanza delle dieci riprese che ha registrato fasi di alterna superiorità. Alla fine giusto il verdetto di parità. Un giudice ha dato 96 a 94 per Cipolletta; un altro stesso punteggio, ma a vantaggio di Ardito; il terzo si è espresso con 95 a 95.

Nei primi rounds Cipolletta riusciva ad imporre la sua tattica cioè scambi a lunga distanza. Azionava le sue lunghe braccia ed i colpi frenavano la boxe di Ardito. Tra l’altro si mostrava più veloce.  Ma dal quarto round la situazione mutava. Il 36enne fiorentino riusciva a mettere a segno diversi destri che cipolletta accusava. E spesso non riusciva nemmeno a neutralizzare in parte.

Un Ardito che, finalmente, si era convinto che bisognava andare all’attacco. Momento difficile per lo sfidante che anche nella ripresa successiva era costretto a fronteggiare i destri sempre più precisi e più efficaci del campione in carica. In questa fase centrale del match Ardito teneva saldamente l’iniziativa dell’incontro e per Cipolletta erano momenti amari.

Nella settima ripresa il fiorentino tirava un po’ i emi in barca forse per riprendere fiato dopo gli assalti delle precedenti riprese. Ne approfittava Cipolletta per tornare a racimolare qualche punto. Ma nell’ottavo round Ardito riprendeva a macinare colpi e Cipolletta sulla difensiva cercava di neutralizzare le bordate dell’avversario. Stessa musica nella nona e penultima ripresa. Il napoletano appariva anche stanco e la sua difesa mostrava delle crepe nelle quali Ardito piazzava i suoi colpi. Ultimo round in parità. Ed in parità era il verdetto. Giusto. Anche se il 26enne Cipolletta non dava l’impressine di condividerlo.

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A Prato ieri sera venerdì il superwelter Francesco Di Fiore, pugile di casa, ha battuto ai punti su otto riprese il catanese Gaetano Guttà. E’ stata una terribile battaglia. Basterà dire che dopo questo durissimo confronto a Di Fiore sono stati applicati 10 punti di sutura ad un’arcata sopraciliare; a Guttà ben 25 punti pure lui ad un’arcata, ed alla fronte. E l’arbitro, a match concluso, ha lasciato il ring con la sua camicia bianca largamente macchiata di sangue.

Per Di Fiore è stata la 17° vittoria forse la più sofferta, la più combattuta, la più insidiosa per le ferite. Guttà, che si era presentato imbattuto dopo sei matches, non ha mollato un minuto davanti ai colpi duri e precisi del suo avversario, ed ha concluso l’incontro in piedi.

In programma c’era un altro incontro professionisti tra il 37enne David Rettori che sarebbe rientrato  dopo uno stop di alcuni mesi, e l’ungherese Zoltan Balì. Ma il match non ha avuto luogo (nonostante il pugile ungherese fosse a Prato) per alcuni problemi che hanno vietato a  Rettori di combattere.

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