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Boxe: Bundu, fine con onore di una grande carriera Sport

Firenze – E’ caduta una stella dal firmamento del pugilato italiano. Una stella di nome Leonard Bundu che dopo aver brillato nel mondo di vivissima luce per qualche lustro, ora quella accecante luce si è affievolita per motivi anagrafici – Bundu a novembre avrà 42 anni – e perché ieri a New York ha trovato un avversario Errol Spence giovane, bravo, potente, un pugile con i crismi del fuoriclasse.

Difficile trovare un punto debole nel 26enne texano. In difesa attento e “chiuso”, freddo, dinamismo, agile di gambe, veloce, potente, preciso nel portare i colpi e con un sinistro che scattava improvviso “bloccando” spesso le iniziative di Bundu. Insomma Spence è un campione. Non a caso ha disputato e vinto 21 incontri di cui 18 prima del limite. Gli ultimi otto sempre per k.o.

Bundu si è battuto con grande slancio mostrando personalità, coraggio, spirito combattivo. Sapeva che si trattava di una sfida terribile. Ma alla sua età un’occasione simile non poteva farsela scappare. Ha cercato di boxare all’attacco ed infatti quasi sempre era lui al centro del ring, cambiava guardia continuamente per non offrire a Spence un bersaglio fisso.

Insomma nelle prime cinque riprese teneva testa al suo avversario. Nella quarta anzi il nostro campione piazzava alcuni colpi importanti e forse si aggiudicava il round. Insomma sembrava che la partita fosse ancora tutta da giocare anche se Spence aveva già dato un saggio della sua smisurata bravura ed accumulato un leggero, ma netto vantaggio.

Il sesto round segnava la fine dei sogni di Bundu (e di tutti gli appassionati sportivi italiani che seguivano il match in diretta su Italia Sport) perchè finiva k.o. Bravo Spence a cogliere il momento – il primo dal’inizio del match – in cui la difesa di Bundu si era disunita in seguito ai movimenti che stava compiendo per uscire rapidamente dall’angolo nel quale si trovava pericolosamente pressato.

 In quell’attimo Spence, rapido e potente, piazzava un montante sinistro al mento di Bundu seguito da un terribile gancio alla mascella. Il pugile fiorentino crollava al tappeto e vi restava lungo disteso, immobile. Interveniva il medico che lo controllava. Il nostro pugile tornava quasi subito in piedi lucido e sereno. Nonostante questo rassicurante atteggiamento dopo la riunione si recava all’ospedale per una tac alla testa che dava esito negativo. Insomma nessuna conseguenza di quel k.o.

Il nostro campione non ha nulla da rimproverarsi. Anzi merita un plauso per avere accettato un match così pericoloso già prima di disputarlo. Ma ha avuto paura. Doveva rischiare perché si trattava di un match di grandissima importanza in quanto chi vinceva era ufficialmente lo sfidante al titolo mondiale dei welter. Ed a quasi 42 anni era giusto affrontare i grossi rischi che presentava. E gli appassionati di boxe italiani devono elogiarlo per il coraggio, la bravura, lo spirito battagliero che Bundu ha messo in campo. E’ stato sconfitto, ma ne è uscito con tutti gli onori.

Ora resterà negli Stati Uniti in vacanza con la moglie Giuliana ed  i due figli Andrey e Frida. Bundu rientrerà in Italia il 22 settembre. Al suo ritorno si consulterà con il procuratore Mario Loreni ed il suo maestro Alessandro Boncinelli come programmare il prossimo severo impegno previsto per la prossima primavera cioè la difesa del titolo europeo dei welter contro lo sfidante ufficiale l’italo americano Paul Malignaggi.

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