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Rischio idrogeologico, Bramerini e Marson difendono nuove norme Ambiente

L’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini, e l’assessore regionale all’Urbanistica, Anna Marson, hanno scritto una lettera al sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, ed al presidente della Provincia grossetana, Leonardo Marras, in relazione alla nuova normativa sul rischio idrogeologico approvata dalla Giunta regionale toscana. Durante le fasi di studio della normativa, spiegano gli assessori nella loro missiva, è stata avviata una ricognizione sulle aree soggette ad elevato rischio idrogeologico ed il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una mozione che concede alla Giunta (ed in particolare agli assessorati all’Ambiente ed al Governo del territorio) 6 mesi di tempo per calibrare la norma sulle effettive esigenze toscane. La legge, continuano gli assessori Bramerini e Marson nella loro lettera, contempla nel suo testo anche la possibilità di modificare i suoi contenuti in relazione ad effettive penalizzazioni che si potrebbero riscontrare in alcune particolari realtà territoriali ed in caso vengano individuate delle criticità tali da rendere inefficaci la normativa stessa. La normativa sul rischio idrogeologico è nata all’indomani dell’alluvione che, il 25 ottobre scorso, ha messo in ginocchio la Lunigiana ed è stata quindi calibrata sugli eventi della provincia di Massa Carrara e su quanto accaduto nel 2010 nella valle del Serchio. Dallo studio di questi eventi si è avuto modo di verificare che le alluvioni potrebbero essere scongiurate principalmente evitando di costruire in zone a rischio idraulico. I corsi d’acqua tendono, durante le piene, a riprendersi quelle aree che gli sono state sottratte dagli insediamenti umani, quindi la cosa principale da fare per evitare nuove alluvioni è cercare di vietare di costruire nei bacini dei fiumi ed in tutte quelle aree connotate, anche in Toscana, come aree a rischio idrogeologico. Gli assessori Bramerini e Marson ammettono, nella loro lettera indirizzata a Comune e Provincia di Grosseto, che la Maremma è un territorio ben diverso dalla Lunigiana, e che per garantire la piena e corretta fruizione di un territorio è necessario tenerne in considerazione le caratteristiche peculiari, ma difendono la necessità della nuova normativa, pur con tutti i suoi limiti. «Siamo convinte che più sicurezza, che è uno degli obiettivi delle nuove norme, garantirà anche uno sviluppo equilibrato e duraturo all’economia locale«, scrivono a due mano gli assessori regionali. La normativa sulle aree a pericolosità idraulica approvata con la Finanziaria regionale 2012, continuano Bramerini e Marson, verrà applicata così com’è, ma al contempo ne verrà costantemente monitorata l’efficacia. Questo in quanto «è sicuramente vero che ci sono ambiti che necessitano di un approfondimento specifico, come nel caso di Grosseto, dove si prevede la costituzione di un tavolo tecnico appositamente composto per l’analisi puntuale delle singole criticità in fase di convocazione».

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