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Brenda Barnini: il primo teatro civico di Empoli Dibattito politico

Empoli – «Nell’inverno di due anni fa eravamo impegnati nella costruzione partecipata con i cittadini del nostro programma di mandato. Furono quattro grandi appuntamenti molto intensi a cui presero parte centinaia di empolesi. Alla fine del percorso chiedemmo di stilare un ordine di priorità e senza alcun dubbio a vincere su tutto il resto fu “il teatro”»

Con queste parole sul proprio profilo facebook il sindaco di Empoli Brenda Barnini ha accompagnato la pubblicazione di un video che illustra i vari cantieri aperti oggi a Empoli e che vedono in fase di realizzazione gli interventi legati a HOPE, il progetto di innovazione urbana. 

HOPE – Dal grande complesso ‘San Giuseppe’ che vedrà rinnovato l’ormai vecchio ospedale facendo diventare un centro nevralgico socioculturale; a due passi la nuova biblioteca comunale ‘Renato Fucini’ in fase di restauro e ammodernamento; l’edificio dell’ex Ser.t, fra piazza XXIV Luglio e Largo della Resistenza, che tornerà a essere luogo di salute. Ma anche, nel finale, la presentazione di quello che è un sogno che il sindaco Barnini vuol far diventare realtà per la città. 

SOGNO – «Sono decenni che Empoli rincorre questo sogno – spiega il sindaco –, migliaia i cittadini che nel corso di questi decenni hanno continuato a manifestare il proprio interesse per il teatro, la musica, la danza e tutto ciò che pur in assenza di un vero teatro civico cittadino comunque è andato in scena e soprattutto è stato creato da eccellenti compagnie e professionisti del nostro territorio. E allora proprio oggi che abbiamo sperimentato l’aridità e la tristezza dei teatri chiusi per covid noi vogliamo guardare avanti». 

TEATRO – «“Il Teatro è il luogo dove una comunità, liberamente riunita, si rivela a se stessa”. Il teatro è il luogo della riflessione lucida e profonda sui grandi conflitti della società, che si acuiscono nei momenti di crisi. Anche al tempo di Shakespeare i teatri furono chiusi a lungo per una pestilenza poi sono rinati come l’umanità.

Così noi vogliamo iniziare un nuovo corso, immaginando un Piccolo Teatro Civico empolese che sia adagiato lungo l’Arno, raggiungibile in bicicletta sfruttando la pista che corre oggi lungo il fiume, a disposizione di tutta la vallata dell’Arno, circolare come un abbraccio, quello che ci è mancato così tanto, come una sfera che possa farci vedere il futuro, aperto su un parco della musica e delle arti che comprenda anche il nostro vecchio Palazzo delle Esposizioni e con lui disegni una nuova polarità del nostro centro.

Un luogo di pace e di cultura, che accolga le nuove forme di comunicazione senza lasciare indietro la tradizione. La progettazione vera e propria avverrà attraverso un bando a cui potranno partecipare tutti i professionisti che abbiano voglia di contribuire a realizzare questo grande obiettivo per la nostra comunità in questo 2021 di rinascita. Insieme lanceremo una campagna di raccolta fondi perché ogni cittadino possa contribuire anche con un solo centesimo e sentirsi domani proprietario di questo nuovo bene comune.

Non sarà l’unico grande progetto strategico che ci aspetta nel 2021 ma vogliamo iniziare da qui. Perché era il sogno più grande e impossibile che due anni fa ci eravamo promessi e perché dopo la pandemia avremo ancora più bisogno di spazi dove recuperare la nostra dimensione umana».

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