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Brennero Express Rubriche

Così, dài oggi e dài domani mi convinse che con il mestiere che avevo imparato a Cinecittà in quegli anni potevo andare in Germania e fare furore, che c'era il boom del cinema e in Germania gli italiani avevano tutti un grande successo perché erano artisti e pieni di fantasia, e così dopo qualche anno eccoci a Monaco, poi a Francoforte, poi ad Amburgo e poi in culo al mondo, mi sa che in tutti questi anni me la sono girata tutta 'sta merda di una Germania, per cercare di sfondare come regista. E ho fatto qualche filmato pubblicitario, poi dei filmati industriali e poi anche un film pornografico, ma questo a dire il vero ero tanto imbarazzato a girarlo che il produttore che mi aveva ingaggiato dopo qualche giorno ruppe il contratto e mi protestò, insomma mi mandò via, perché diceva che il mio imbarazzo era contagioso e che gli attori, se così li possiamo chiamare, lo sentivano e si irrigidivano e non erano più capaci di fare il loro dovere. Così mi disse che ero un merdoso italiano cattolico e moralista e non mi diede un soldo. E tornai a fare filmetti pubblicitari, robetta, e tra un film e l'altro passavano però dei mesi, e così per campare dovevo arrotondare e facevo il barista, il benzinaio, il cameriere.
Poi, e siamo a due anni fa, quel tale che doveva essere il mio agente mi chiamò, mi disse che aveva un film per me, che era l'occasione della mia vita, un film brillante e anzi comico, che gli attori non erano conosciuti ma forse era meglio, così sarebbe stato un lancio totale, che anche il produttore non era del mestiere, era un tale che stava in alta Baviera e aveva una fabbrica di salsicce. Non c'era praticamente copione, era insomma uno di quei film che in Italia si chiamerebbero film scorreggioni, e ora le dico anche il titolo: "Due Bavaresi in Africa".
Si, sì, rida pure, ha proprio ragione a ridere. Due Bavaresi in Africa.
Lo girammo con quattro soldi, naturalmente non c'era denaro per andare davvero in Africa, e nemmeno per affittare uno studio vero, così passai settimane a cercare delle zone abbastanza spelacchiate e sabbiose da figurare il deserto, poi foreste abbastanza fitte e lussureggianti da figurare la foresta equatoriale, tutto questo muovendomi tra la Foresta Nera (ma se l'immagina, una foresta di abeti in Africa?), le pianure della bassa Sassonia e le spiagge del Mare del Nord. I due attori – e anche qui, li chiamo così solo perché non trovo un altro nome per chiamarli – erano due patetici guitti da osteria, buoni solo a parlare di birra e di cazzi e di chiappe e di scorregge e di corna, il tutto in dialetto bavarese. Stupidi, rozzi e razzisti, e il film, che è stato una lunga penosa improvvisazione, lo hanno praticamente fatto loro, e io ci ho messo il mio nome come regista, capito che bella firma ho lasciato nella storia del cinema? Comunque, se non altro, questa cosa mi è servita a chiudere con il cinema, con la Germania, e con tutta una parte della mia vita. Basta, si riparte da zero."
Sorrise, di un sorriso faticoso……Il racconto continua, martedì 28 febbraio la quinta ed ultima puntata

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