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BTP Day secondo Azimut: tra spread e beneficenza Economia

Lo spread, questo sconosciuto… Eppure siamo certi che questa parola inglese oggi la sanno pronunciare persino quegli anziani toscanacci che ancora si ostinano a chiamare tassì il taxi, e che se vedono login su un computer lo pronunciano tutto di fila con la g morbida… E perché dunque spread lo sappiamo pronunciare tutti, e tutti facciamo sì con la testa quando qualcuno ce ne parla come se commentasse l’ultima di campionato al bar? Perché dall’estate in poi il tam tam mediatico su questa parola (in parole povere la differenza tra la resa dei titoli di stato italiani a 10 anni e quelli corrispondenti tedeschi) è stato incessante. Lo spread sale? Si avvicina il baratro. Come allontanarsi? Investendo in titoli di stato italiani, i cosiddetti BTP (Buoni del Tesoro Poliennali, con scadenza a 3, 5, 10, 15 e 30 anni). Di nuovo in parole povere, lo Stato promette a chi investe acquistando i buoni del tesoro poliennali, che al termine del periodo, se avrà investito sul suo debito pubblico, riceverà indietro il proprio capitale investito, mentre durante il periodo di attesa fino alla scadenza, riceverà periodicamente le cedole di interessi. Sembra tutto facile, e all’apparenza pare impossibile rimetterci, anzi. Non è così, e in pochi lo dicono. Tra questi c’è Azimut, realtà italiana indipendente quotata in Borsa tra le più consolidate del Paese in materia di gestione del risparmio che, dopo il successo del 28 novembre scorso, domani 12 gennaio ripropone il “BTP Day secondo Azimut”, focalizzato su una soluzione gestita che investe esclusivamente in titoli di stato italiani. Detto così non sembra niente di speciale, soprattutto se si pensa che le banche in occasione del primo BTP Day vendevano i titoli senza applicare commissioni. Dunque perché affidarsi ad Azimut, al suo fondo ed alla simpatica pubblicità basata sulla risatina tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier francese Nicolas Sarkozy, che ha fatto il giro del mondo? Lo spiega Pietro Giuliani, fondatore di Azimut: “L’acquisto di BTP in banca ha permesso agli acquirenti di non pagare le commissioni, dunque indubbiamente si è trattato di un buon affare; tuttavia la sua bontà si esaurirà alla scadenza del titolo, mentre con Solidity (questo il nome del fondo), che prevede commissioni di gestione dimezzate allo 0.6%, la clientela che si affida ad Azimut può puntare a guadagnare molto di più che andando direttamente sul mercato, sfruttando l’opportunità di arbitraggio tra le varie emissioni e dando di conseguenza continuità al proprio investimento”. Fondamentalmente il messaggio principale che Azimut vuole far passare è che l’investimento certo, senza rischio, non esiste e che se prima investire in titoli di Stato era considerato sicuro, oggi deve essere preso in considerazione per una parte dei propri investimenti con l’obiettivo di diversificare il portafoglio. Il “BTP Day secondo Azimut” a Firenze si terrà nell’agenzia di Piazza Signoria, al numero 5, dalle ore 15 fino alle 21. Un’occasione per avvicinarsi a questa realtà economica in apparenza scomoda ma che può fruttare tanti vantaggi, parlarne con gli esperti, ascoltare i pareri dei gestori sulle prospettive del debito italiano e sulle opportunità d’investimento legate all’Italia, fare un aperitivo e addirittura beneficenza. Sì, beneficenza, perché Azimut devolverà la bellezza di 10 euro per ogni persona che varcherà le soglie della sua sede fiorentina all’associazione Viva i Bambini, voluta e promossa dal cantante Andrea Bocelli: il ricavato contribuirà al completamento della Casa del Cuore, casa famiglia adiacente all’Ospedale Pediatrico Apuano dove saranno realizzati dei mini-alloggi da mettere gratuitamente a disposizione delle famiglie di bambini bisognosi di lunghe degenze nella struttura ospedaliera di Montepepe.

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