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Bufera sui Musei, scatta la protesta anche per quelli comunali Cronaca

Firenze – Musei, la protesta si allarga: dopo le polemiche che si sono scatenate per quanto riguarda lo sciopero dei dipendenti dei Musei statali, la cui ombra si è estesa anche sulla Pasqua e su cui è intervenuta l’Autorità di garanzia per gli scioperi per rilevarne l’illegittimità (sciopero organizzato da Filcams Cgil e Uiltucs Uil per il 4 e il 5 aprile prossimi) sono i lavoratori in appalto dei Musei civici fiorentini a minacciare di incrociare le braccia.

Perché? Per incertezza della loro sorte. Infatti, da mesi questi lavoratori stanno attendendo con ansia notizie certe riguardo agli esiti della nuova assegnazione dell’appalto dei servizi museali.

Una situazione che, come spiega l’Unione sindacale di Base, comporta un forte disagio esistenziale, oltre che monetario: “Riteniamo che l’assenza totale di informazioni chiare e circoscritte riguardo ai destini di tale appalto leghi a sé una ulteriore precarizzazione delle vite, non solo lavorative, del personale impiegato. Situazione non più tollerabile”.

Dunque, in assenza “di risposte chiare e concrete da parte dell’ Amministrazione Comunale” la minaccia è di quelle pesanti, come ben sa il primo cittadino che appunto per primo si è lamentato della possibilità che i turisti di Pasqua trovassero chiusi gli Uffizi: sciopero nel periodo pasquale. E se non saranno gli Uffizi ad avere le porte sbarrate, i turisti potrebbero trovare chiusi o comunque sperimentare un grosso disagio per pezzi importanti della città come la Cappella Brancacci, il Museo di Santa Maria Novella, quello di Palazzo Vecchio, il forte Belvedere, oltre ad alcune chicche preziose come il Museo Stefano Bardini. O lo stesso Museo del Novecento.

Ma per quanto riguarda la precettazione, che sarebbe messa in atto per “forzare” l’apertura dei Musei Statali? “Non ha nessun effetto per quanto riguarda i lavoratori legati alle cooperative dei musei comunali – spiegano all’Usb – in quanto non possono venire precettati, vista la natura del rapporto d’appalto. L’unica cosa che possono fare per spezzare la protesta è sostituire i lavoratori in sciopero con altro personale. Ma attenzione: in questo caso, oltre alla condotta antisindacale, le cooperative corrono altri rischi. Infatti, i lavoratori messi a sostituzione dei colleghi, possono essere non regolarmente assunti da un lato e privi della specifica formazione per occuparsi dei servizi museali dall’altro. Tutto ciò espone le cooperative a grossi rischi di illegittimità”.

 

 

 

 

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