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Buti conferisce l’Aquila d’oro al poeta Nello Landi My Stamp

Nell’ambito del 150 anniversario dell’ indipendenza del comune di Buti celebrato al Teatro Francesco di Bartolo è stata conferita a Nello Landi ‘L’Aquila d’Oro’ l’ambito riconoscimento che il Comune attribuisce ai butesi che “ si distinguono in ogni ambito onorando la storia e la tradizione del paese“.

E Nello Landi ha onorato al massimo grado la storia e la tradizione della  “ valle dei poeti”

Maestro dell’ottava rima, è uno dei più grandi poeti popolari d’Italia –come ha scritto di lui Fabrizio Franceschini ordinario di Letteratura italiana nell’Università di Pisa – ed è tra i più conosciuti e apprezzati a livello nazionale e all’estero,. Su di lui sono stati scritti numerosi libri, tesi di laurea, sono state tenute lezioni nelle Università.

Landi   è anche un grande poeta improvvisatore noto a livello nazionale e internazionale

Poesia estemporanea ( n 2/2015) ha definito le sue ottave” in grado di destare sempre stupore, meraviglia e ammirazione”.

In un libro a lui dedicato Nello Landi ricorda alcune serate insieme a Benigni ad Arbore e le sue performances come poeta improvvisatore, con battute salaci tipiche dell’arguzia toscana. E spiega cosa è l’ottava rima: otto endecasillabi   di cui sei a rime alternate e gli ultimi due a rima baciata come nella Gerusalemme liberata o nell’Orlando furioso ma aggiunge che nell’improvvisazione c’è un ulteriore difficoltà, una sorta di staffetta: ad esempio se si finisce l’ottava con la parola bicchiere, chi prosegue deve iniziare a rimare di nuovo da quella parola e ci vuole una vera maestria per riuscirci.

Uomo di profonda e vasta cultura, nonostante il suo percorso scolastico si sia fermato alla licenza elementare, Nello Landi è nato a Buti il 6 aprile 1925. Ha scritto quattordici Maggi spaziando da Giuditta e Oloferne (scritto nel 1941, quando aveva appena sedici anni) a Leonora di Calatrava, dai Promessi sposi a Zemira, da Ginevra degli Almieri al Fornaretto di Venezia fino alla Cenciaiola di Firenze del 2001, esempio raro, forse unico di un Maggio di carattere umoristico.

Ha scritto anche due fiabe in ottava rima a proposito delle quali ha commentato “Se ai ragazzi non si insegna la tradizione da piccoli come si può sperare che vi si appassionino da adulti?”

E’ infine, importate parlare di Nello Landi poeta lirico, senza aggettivi perché classificarlo come poeta popolare potrebbe sembrare (anche se non lo è affatto) riduttivo.   Nel volgersi agli anni trascorsi   la malinconia diviene rimpianto di un tempo perduto, di un mondo semplice e genuino. Scrive infatti,

Pane scuro e polenta

conteneva la madia.

Un clima sereno però

riempiva le stanze.

Ora non più.

Ci sono uomini che è una fortuna incontrare- ha scritto Gino Bernardini presentando un volume dedicato al poeta – “e noi personalmente da anni abbiamo incontrato Nello Landi e ci siamo arricchiti sia sotto il profilo umano che quello più propriamente culturale, una cultura semplice ma radicata nella nostra terra e in tutti noi”. Sottoscrivo pienamente questo giudizio aggiungendo che quando lo incontro resto sempre affascinato dalla sua carica di umanità e dal suo spessore poetico : una persona che avrei voluto frequentare assiduamente perché da ogni incontro ne esco arricchito culturalmente e spiritualmente.

 

foto tratta dal sito www.lidoscarpellini.it  a  cui si rinvia anche  per i tasti di alcune splendide poesie di  Nello Landi

 

 

 

 

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