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Cabine telefoniche addio: accadrà il 16 agosto Breaking news, Società

Firenze – E’ la fine di un’epoca. Chi è andato in ferie, al suo ritorno, potrebbe non accorgersi della differenza. I troppo giovani forse non le hanno mai usate, ma per tanti altri rappresentano il mondo prima del telefono portatile, prima delle schede Sim e del Wifi, degli SMS del touch screen e degli screen shot e soprattutto del “Ricarica entro il… e riceverai..“. Cabine telefoniche addio, è stato un piacere.

“Questa cabina sarà rimossa il 16 agosto 2016 questo recita l’adesivo applicato a numerose cabine in tutta la città. “Ma come faranno a smantellarle tutte in 24 ore?” si è domandato qualcuno che forse ha scomodato nei suoi pensieri la collaborazione dell’unico superuomo che abbia mai usato le cabine telefoniche come spogliatoio. Era un giornalista, di e per la cronaca.

Le cabine telefoniche fanno parte non solo della storia sociale di quell’Italia che si teneva in contatto con il mondo, ma anche della cultura cinematografica: da Nanni Moretti che le usa per sottolineare lo strapotere dei figli alla cornetta con i genitori, ad Alessandro Benvenuti che, proprio a Firenze, è autore di una telefonata memorabile davanti agli increduli Athina Cenci e Francesco Nuti. Per non parlare del finale del Muro di Gomma dove Corso Salani detta il pezzo sulla Strage di Ustica. C’erano la cornetta da sollevare, la pulsantiera sulla quale digitare.. ma prima ancora l’elenco del telefono da consultare.
Ma della cabina telefonica sono anche i gettoni, spesso prestati o scambiati con le 200 Lire che annerivano e si ossidavano, si annidavano tra le pieghe delle tasche di giacche e pantaloni e non mancavano mai nel portamonete e le Schede Telefoniche Sip e poi Telecom che hanno riempito interi album di collezionisti quando hanno iniziato ad ospitare immagini di vario genere tanto da caratterizzare vere e proprie serie imperdibili. Qualcuno adesso, preso dai ricordi, avrà davanti anche i vari modelli offerti al pubblico come quello dal pulsantone giallo per il recupero dei gettoni.

Oggi lo smartphone ha preso il posto del gettone, le ante battenti con la guarnizione antipioggia si sono trasformate in una cover ed il vetro che lasciava intravedere il sole sul mondo, i lampioni lungo le strade di notte o le goccioline di pioggia da contare indovinandone la traiettoria durante telefonate dal cuore in gola.. sono degli schermi grandi, enormi, semplicemente da sfiorare per viaggiare attraverso migliaia di informazioni. Un passato che adesso non ci sarà più.

Tutto è dovuto alla “Revisione dei criteri di distribuzione sul territorio nazionale delle postazioni telefoniche pubbliche nell’ambito del servizio universale” del 2010.

L’AGCOM nell’atto di accoglimento della revisione riporta un confronto con altre realtà in Europa. Tramite l’invio di un apposito questionario alle altre Autorità Nazionali di Regolamentazione facenti parte dell’European Regulators Group (ERG) è risultato che in tutti i Paesi europei si stava verificando il medesimo effetto di sostituzione della telefonia mobile rispetto alle postazioni fisse e che per 22 Paesi dell’Unione Europea vi era una media, per numero di abitanti, di circa una postazione ogni 1100 abitanti.
 In Italia la distribuzione era stata calcolata in una postazione ogni 450 abitanti da qui il primato in Europa con 130.000 cabine al 2008. Ma gli italiani dovevano comunicare alla mamma i propri spostamenti. Nessuno ha tenuto conto di questo parametro? Nulla da fare. 

Il confronto. Nel Regno Unito risultavano non profittevoli il 60% delle postazioni telefoniche pubbliche. In Portogallo i telefoni pubblici a pagamento sono stati rimossi dopo aver pubblicizzato almeno un mese prima la decisione. In Slovenia il fornitore del servizio ha rimosso le postazioni davanti a casi di vandalismo o quando la postazione non è risultata più decorosa dal punto di vista urbano o per ottimizzare le risorse in un luogo in cui vi fossero più cabine o ancora per recuperare attrezzature di ricambio necessarie per mantenere in funzione altre cabine telefoniche. In Germania la rimozione è avvenuta in base all’utilizzo, idem in Austria. Per Macedonia, Estonia, Finlandia, Svezia, Danimarca e Olanda il sistema è stato più semplice, non sussistendo l’obbligo di fornitura delle cabine.

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