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Caduta del tiglio, CCTA: “Unica soluzione, un piano (vero) del verde” Breaking news, Cronaca

Firenze – Non rincorrere la paura. E’ questo il messaggio che giunge, dopo la tragedia sfiorata del tiglio abbattutosi su un pullman di turisti nel lungarno del Tempio a Firenze, dal CCTA, acronimo che sta per Coordinamento Cittadino Tutela Alberature e da Italia Nostra, in una nota rivolta all’amministrazione e all’intera città, sottoscritta da Lorenzo Orioli (CCTA – Coordinamento Cittadino Tutela Alberi), Mario Bencivenni (CCTA -Coordinamento Cittadino Tutela Alberi), Leonardo Rombai (ITALIA NOSTRA – Firenze). Perché il vero problema, se gli alberi cadono, non è far fuori gli alberi fiorentini con un intervento di abbattimento seriale, ma programmare un vero “piano del verde” che preveda, oltre gli abbattimenti che a volte sono necessari, la “cura”. Ovvero, manutenzione e accudimento di queste creature arboree che fanno muro contro l’inquinamento umano, dall’aria ai rumori, oltre a creare veri e propri ecosistemi attorno a se’.  Tanto più che gli abbattimenti seriali se risolvono il problema, lo fanno a breve termine, non rimuovendo le cause per cui gli alberi cadono ma limitandosi agli effetti.

“Ci preoccupa che l’Assessore all’Ambiente, dopo l’incidente, abbia confermato la bontà del piano di sostituzione delle alberature avviato nella passata estate – dicono dal CCTA – attenzione a non pianificare (semmai sia mai stato pianificato il verde in questa città) rincorrendo la paura, anche se legittima.
Non bisogna rischiare di fare un passo indietro di anni come ha ribadito il prof. Stefano Mancuso nel suo intervento sulla stampa cittadina”.

Il problema, ribadiscono dal coordinamento, è che gli alberi non cadono per caso, e  l’abbattimento indiscriminato, a calendario, che l’amministrazione propone, può evitare i danni a terzi per incidenti, solo nel breve periodo, ma non agisce sulle cause sul lungo periodo. “Le cause si risolvono con la manutenzione, il buon impianto, le giuste potature, il monitoraggio periodico, il controllo delle ditte, aspetti che l’amministrazione elude programmando tagli che non sempre sono necessari e talora risultano sbagliati. Il rischio zero non esiste”.

Tornando sulla questione del tiglio di Lungarno del Tempio, ci si accorge che le cause della caduta possono essere molto più complesse di quanto ci si possa immaginare a primo acchito. “Se si scoprisse che la caduta del tiglio sul lungarno è stata causata dai lavori per i mondiali del ciclismo del 2013 per il rifacimento dell’asfalto, come è intuibile immaginare e come testimoniato dai cittadini residenti, si capisce che un approccio gestionale basato sull’abbattimento preventivo è fuori luogo, oltreché causa di altri danni ambientali dovuti all’eliminazione di quei benefici ecologici sempre più necessari in un ambiente urbano inquinato, e per i quali l’amministrazione è responsabile”, incalzano dal CCTA.

E dunque? “La risposta che ci auguriamo dall’amministrazione di Firenze è una risposta ponderata e partecipata dell’amministrazione stessa alla gestione del verde a Firenze. Riconfermiamo che l’unica strada possibile, per affrontare con la dovuta serietà che la problematica delle alberature urbane richiede, è procedere ad un vero piano del verde concordato e discusso con tecnici, associazioni ambientaliste e comitati dei cittadini, prima che con le ditte”.

 

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