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Calcio D: Sangio, Grazi non lascia, raddoppia Sport

San Giovanni Valdarno – Il presidente della Sangiovannese Lorenzo Grazi non si dimette come aveva anticipato. Anzi, aumenta i suoi incarichi prendendosi anche la delega del Marketing. Al fratello Gabriele che mantiene il ruolo di suo vice, quelle dei rapporti con la Federazione. Al padre ed alla madre, amministrazione. In collaborazione col Direttore Generale Pietro Mannino. Tutto nella Conferenza di martedi 22 settembre 2015 nell’apposita saletta del Virgilio Fedini mentre la squadra preparava l’incontro col Gualdo di domenica prossima alle 15. Nello stesso impianto di piazza Palermo, Il numero uno della società azzurra mantiene il Silenzio Stampa. Anzi lo proroga fino a data da destinarsi. In un primo tempo dice fino a Natale.

Tre lunghi mesi di mancate interviste anche quelle del post partita. Poi rettifica. Non specificando però se il buio radiotelevisivo e nei giornali da parte di tutta la dirigenza durerà di meno od addirittura di più. Per proteggere, secondo il suo parere, innanzi tutto la rosa e compagnia bella. Poi annuncia che giovedi 29 settembre in mattinata ha preso appuntamento in Lega a Roma col segretario De Angelis. Dove si recherà col fratello Gabriele, il padre Maurizio ed il legale del Marzocco Lucio Curzi. Con un faldone di incartamenti e documenti a testimoniare i torti arbitrali subiti, a suo dire, dal team valdarnese in questo inizio di campionato.

Riferendosi al Girone E della Quarta Serie. Non solo quelli, i maggiori della gara col Montecatini. Poi invita tutto l’ambiente a tener duro ed alla coesione rimandando polemiche ad altro giorno. Ora quello che più conta è tener unita la squadra con la quale ha parlato prima dell’allenamento della ripresa settimanale. Confermando tutti. A partire da lui che si rimette in gioco per superare il momento critico.

Passando per lo staff con Gennaro Ruotolo in primis. Pur non mancando qualche frecciatina qua e là. Del resto va difeso il buon nome della Sangiovannese 1927 in città ma anche fuori. A cominciare dagli organi federali. Che devono rispetto ad un club sulla soglia dei 90 anni. Ma vanno anche evitati errori marchiani da parte dei tesserati. A tutti i livelli. Non certo scaricandoli su questo e su quello si risolve tutto. Le riflessioni non possono farsi a senso unico. Ma a 360 gradi. Nel bene e nel male.

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