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Calcio dilettanti, entrata “a gamba tesa” sui politici Sport

Senza guastare la festa delle premiazioni, approfittando del fatto che il torneo intitolato a Giacinto Zoli è un’occasione in cui il calcio dei dilettanti si incontra e si misura con quello dei professionisti, Fabio Bresci – presidente del Comitato regionale toscano della Lega Nazionale Dilettanti – ha voluto mettere le cose in chiaro con Palazzo Vecchio, Coni Fiorentino e parlamento, rappresentati nell’aula magna del Centro tecnico di Coverciano dal vicesindaco Dario Nardella, dal suo collega e presidente Coni Eugenio Giani e dal senatore Francesco Bosi. Tema dell’improvvisato ordine del giorno è diventato, proprio prendendo le mosse dai risultati e dall’organizzazione del Giacinto Zoli, il problema degli impianti sportivi. Ha detto Bresci: “Questo torneo è un grande momento per il nostro calcio perché in finale con la Fiorentina c’era il Pontassieve, una società che meriterebbe di stare nell’albo d’oro accanto al vincitore. Così come lo meriterebbe la Molinense che ha ospitato sul suo campo in sintetico le fasi di qualificazione della manifestazione e che è stato un supporto logistico per tutta l’organizzazione con le sue strutture”.

Quelle strutture che però non nascono e crescono da sole, quelle strutture in cui viene svolta un’attività educativa e sociale, quelle strutture che gravitano sulle spalle del volontariato. E che, soprattutto, devono essere “aggiornate” e per la manutenzione, e per metterle in sicurezza, la sicurezza di tutti, la sicurezza di chi le frequenta e le gestisce: “Il problema degli impianti sportivi deve essere rivisitato. Lo stiamo facendo come Lnd per evitare che ci sia un cordolo in cemento o un rubinetto a bordo campo che possano essere causa di gravi infortuni, anche mortali. Ma questa  rivisitazione – ha affondato il colpo Bresci – deve essere fatta anche dagli amministratori locali. Così come vengono previsti gli interventi per l’edilizia scolastica lo stesso deve essere fatto per gli impianti sportivi e non scaricare sulle nostre casse e sul nostro volontariato, a volte incosciente, la cura degli impianti sportivi”.

Contributi o lavori eseguiti a spese dalle amministrazioni pubbliche non sono più rimandabili. “Sono sicuro che questa esigenza sarà tenuta di conto dai nostri amministratori, specialmente da Nardella sia se diventerà un deputato sia se resterà in Palazzo Vecchio. Mi rivolgo anche al Coni e al parlamento – ha detto Bresci guardando Giani e Bosi. Con gli impianti non si può scherzare”.

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