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Calcio storico, approvato il nuovo regolamento all’insegna della fiorentinità Foto del giorno

Firenze – Approvato in consiglio comunale il nuovo regolamento che ha il suo fulcro nel “recupero della fiorentinità”: è l’assessore Federico Gianassi (al posto di Nardella) a illustrare al consiglio comunale le modifiche al regolamento di organizzazione e disciplina delle feste e tradizioni fiorentine della rievocazione del calcio storico. Sulla base del lavoro delle commissioni, infatti, vengono distribuite una serie di modifiche, identificati significativamente dall’assessore come “auto-emendamenti”.

Un lavoro intenso, quello degli ultimi mesi messo in atto dall’amministrazione comunale, finalizzato “ a rafforzare e rilanciare il gioco del calcio storico secondo i principi della tradizione fiorentina”. Le proposte di auto modifica illustrate dall’assessore vertono intanto sul consiglio delle Feste e delle Tradizioni, per giungere a un rafforzamento della presenza dei gruppi consiliari in un organismo che ha funzioni di indirizzo. Ed ecco la modifica dell’art.1, comma 4: “Il consiglio è presieduto e convocato dal sindaco o suo delegato ed è composto di diritto dal presidente del consiglio comunale, dai capigruppo delle forze politiche rappresentate in consiglio comunale, dal presidente del comitato del Calcio Fiorentino, dal direttore del Corteo della Repubblica Fiorentina, dai presidenti delle quattro associazioni di colore. Per specifici argomenti, su invito del sindaco, possono partecipare senza diritto di voto, il Maestro dei musici, il capogruppo dei bandierai, il maggiore generale sergente delle milizie, i singoli capigruppo del corteo storico della Repubblica Fiorentina, il Maestro di campo e il giudice commissario”.

Ancora, un punto importantissimo riguarda l’introduzione del principio di tutela di fiorentinità del gioco, (art.11 e 12) con l’introduzione del principio della fiorentinità: “Nel rispetto delle caratteristiche del calcio fiorentino e per salvaguardare la fiorentinità tipica del gioco tutti i calcianti dovranno essere nati a Firenze ovvero residenti nel Comune di Firenze o altro comune della città metropolitana da almeno 10 anni ininterrottamente“. Un tentativo di rafforzare il radicamento territoriale dei calcianti.

Infine, alcune modifiche riguardano la pratica del gioco e sanzioni per violazione delle regole: le modifiche più significative riguardano il testa a testa, che prevede che la pratica sia consentita a specifiche condizioni, in particolare che i calcianti che si fronteggiano abbiano accettato l’ingaggio e che questo avvenga per un lasso di tempo limitato. Modifiche anche alle norme transitorie, con l’introduzione della regola secondo cui “nel triennio 2015-2017 sarà consentito di inserire nella lista dei calcianti 5 atleti che sarà presentato contestualmente alla lista dei 60 che siano scesi in campo almeno una volta. Di questi 5 ne possono giocare solo due e altri due, nella successiva partita, per sostituzione altri due”.

Vivaci le critiche di alcuni consiglieri dell’opposizione, fra cui Miriam Amato del Gruppo Misto, che contesta la “fiorentinità” come “principio bigotto” (“neanche il sindaco potrebbe partecipare”), mentre Francesco Torselli, Fratelli d’Italia, punta il dito sul fatto che il nuovo regolamento cambia molto poco, ma in compenso “mette la politica nel calcio”, e mostra di non conoscere la dinamica del gioco: circa il “testa a testa” che significa, chiede Torselli, “che due calcianti si rincorreranno per il campo per mettersi d’accordo per un testa a testa?…. ”.

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