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Calciomercato: Fiorentina bilancio sano, rosa impoverita Opinion leader

Firenze – Mercato finito, finito uno strazio per i tifosi. Perché chi vuol bene alla Fiorentina non solo ha dovuto attendere con ansia nel corso di questi mesi notizie sui “casi” più strani e inaspettati, dal caso Salah al caso Milinkovic-Savic al caso Joaquin, ma ha dovuto cercare di decifrare che “disegno” c’era dietro una campagna acquisti-cessioni che a tutti sembrava una liquidazione di fine gestione da parte della Viola, e che invece si doveva capire che era dettata da una strategia “migliorista”.

Ora siamo al dunque. Di chiaro c’è solo che il bilancio della società è sano e salvo. Di migliore, invece, nella rosa dei 25 titolari imposti dalla Federazione, si vede assai poco. In sintesi: Astori al posto di Savic, Blaszczykowsky al posto di Joaquin, Suarez al posto di Pizarro, Vecino al posto di Aquilani, Kalinic al posto di Gomez, Roncaglia al posto di Basanta, Verdù e Gilberto a far numero.

Per il resto, si è assistito a una politica di svecchiamento e di riduzione del monte ingaggi, che ha portato a sacrificare dei “grandi vecchi” e a scommettere su giovani di basso costo e di belle speranze. Detta così non sembrerebbe affatto una brutta campagna, soprattutto tenuto conto del fatto che quest’anno (lo si spera vivamente) la Fiorentina potrà contare finalmente su Pepito e anche sul pieno recupero e sull'”anno di più” dei giovani Bernardeschi e Baba in attacco.

Le perplessità nascono da diverse contraddizioni nella gestione stessa del mercato. Si era detto che la società avrebbe fatto sacrifici inauditi per tenersi Salah, evidentemente ritenendolo giocatore sul quale puntare per far grande la Fiorentina. Ma Salah se n’è andato, lasciando la società anche in un certo imbarazzo per le bugie e le millanterie con le quali i DV avevano condito la vicenda, e non è arrivato nessun sostituto non dico all’altezza, ma neanche nel ruolo.

Poi, a pochi giorni dalla fine del mercato, si erano annunciati tre “colpi”, uno per reparto. Ma evidentemente il caso Joaquin ha distratto gli operatori, che si sono concentrati sul suo necessario sostituto (anche se pare che alla fine Blaszczykowsky glielo abbia trovato Macia, per far cessare il tormentone col Betis!) e si sono dimenticati soprattutto di un centrocampista e di un difensore. La rosa ne esce chiaramente impoverita.

Non obietto sul centrocampo, dove si dice che al giovanissimo Diakathé dovrà esser dato spazio e dove obiettivamente abbiamo ottimi giocatori (io sono dell’avviso che, dopo i centrocampisti di Roma e Juve, quelli della Fiorentina siano i migliori), ma mi pare che la difesa sia rimasta in grave sofferenza. Non era una gran difesa neppure l’anno scorso con Savic, figuriamoci quest’anno con Roncaglia che il tecnico si ostina a schierare fuori ruolo!

E questa, per me, è più che una perplessità; perché Montella, al quale tutto si potrà dire meno che non conosceva i suoi polli, in questi tre anni di cura scrupolosa della squadra aveva cercato di disfarsi in tutti i modi di Roncaglia e aveva fatto comprare Basanta. Ora ci dobbiamo fidare ciecamente di questo Sousa, che invece smentisce subito il suo predecessore, fa praticamente regalare Basanta al Monterrey e si tiene Roncaglia a sinistra (almeno Basanta il piede giusto ce l’aveva!).

E in panchina? C’è il solo Astori, appena scaricato dalla Roma e ora anche dal giro della Nazionale. A tutti sembra che questo sia un azzardo che potremmo pagar caro, come si è intravisto nel secondo tempo contro il Toro. Oltretutto, un’ultima insistita dichiarazione dei dirigenti dallo scorso anno era che ci mancava un “vero” terzino destro, tant’è che ci siamo sprecati con diversi nomi, da Verssaliko a Donati,  senza però arrivare a nessuno se non a un Gilberto chiaramente non all’altezza del ruolo. Qui, davvero, non riesco a essere d’accordo né a capire.

Oltretutto non ci sono giovani su cui puntare, perché la società ha regalato il cartellino a Hegazi e ha cercato di vendere Bagadur al Lanciano fino all’ultimo, e, con Camporese in prestito all’Empoli, non si intravede nessun altro papabile per il ruolo. Che Bagadur, orgogliosamente, smentisca noi e la dirigenza che lo voleva cedere!

Ma un’ultima considerazione va pur fatta sul tecnico, anche lui nuovo (e si vede!). Anche qui dichiarazioni improntate alla rottamazione e alla rifondazione: non più il gioco di Montella, ma uno spregiudicato, offensivo 4-2-3-1 che in alternativa, con gli stessi uomini ma con uno schieramento più prudente, poteva trasformarsi in un 3-5-2. Per ora quel 4-2-3-1 si è visto poco o punto. Del 3-5-2 (a volte 3-4-3) invece si è abusato, con un’interpretazione tra l’altro molto difensivistica (difesa bassa e pressing esasperato), farcita di una buona dose di “vecchio” tiqui taca, che fa un po’ pensare, sia per l’impiego di Borja Valero da mediano, sia per quella difesa tutt’altro che granitica di cui si parlava.

Non ci sono dubbi che la validità di una campagna acquisti vada misurata sugli schemi e sul gioco che ha in mente l’allenatore. Ma al momento, c’è poca chiarezza di intenti da parte di Sousa. Ci eravamo abituati a un tecnico che era riuscito a valorizzare tutti i giocatori a disposizione, variando continuamente, anche in corso di partita,  i moduli e le interpretazioni dei moduli.

Sousa, domenica, ci ha sorpreso negativamente per non aver capito niente né della condizione dei propri giocatori, né dei difetti dell’impianto di gioco che erano evidenti sin dal primo tempo, finendo per regalare una partita a tratti dominata. Ora però i giochi son fatti, e bisogna solo sperare in due cose: che il tecnico sia più bravo di quello che appare e che la dea bendata veda il bisogno e ci preservi dagli infortuni. Ma anche così non vedo la Fiorentina dove l’avevamo appena lasciata, e cioè tra le grandi.

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