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Caldo, allarme agricoltura, al via l’irrigazione di soccorso Ambiente, Breaking news

Firenze – Grande caldo,  emergenza. Una diade ormai inevitabile nel nostro Paese, dove, nonostante i ripetuti allrmi di citati, cittadini e associazioni, il problema del cambiamento cimatico non passa mai alla priorità alta dell’agenda politica. Eppure, gli effetti del caldo torrido sono prevedibili, dal momento che esempi storici ce ne sono, proprio sul suolo italiano, come ricorda Coldiretti in una nota, riportando alla memoria quanto accadde nel 2003, anno nero dell’agricoltura italiana con “oltre 2 miliardi di danni alle coltivazioni e la richiesta dello stato di calamità in agricoltura nel 60% delle province italiane”.

Allarme caldo dunque in questi giorni a cavallo fra fine giugno e inizi luglio 2019, dalle città alla e campagne, dove gli agricoltori sono costretti a ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le coltivazioni in sofferenza. Fra queste, ortaggi e mais, soia e pomodoro. “Con le temperature superiori ai 35 gradi anche le piante – sottolinea la Coldiretti – sono a rischio colpi di calore che compromettono la crescita dei frutti negli alberi, bruciano gli ortaggi e danneggiano i cereali. Al momento – continua la Coldiretti – le riserve di acqua sono garantite grazie alle precipitazioni del mese di maggio che hanno in parte ripristinato le scorte dopo un inizio anno molto siccitoso come dimostrano i grandi laghi che hanno un grado di riempimento pari al 78% in quello di Como al 92%, il Maggiore e fino al 96% per il Garda. Soffrono – conclude la Coldiretti – anche gli animali ai quali va assicurato il necessario benessere con una adeguata diponibilità di acqua e una difesa dalle alte temperature con ambienti rinfrescati”.

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