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Più incendi ma meno superficie boschiva in fumo Cronaca

Firenze – Malgrado le temperature da record registrate nel corso dell’estate, la superficie boschiva della Toscana andata in fumo a causa degli incendi è la più bassa dell’ultimo quinquennio. È quanto ha reso il Comando Regionale del Corpo Forestale, che stamattina ha indetto con la Regione una conferenza stampa per rendere noti i dati relativi agli incendi verificatisi dall’inizio dell’anno ad oggi. Gli episodi sono in tutto 303, per un’area boscata di circa 226 ettari. Lucca è stata la provincia più colpita, sia per numero di eventi (55) che per la superficie interessata dalle fiamme (più di 90 ettari).

Ad un’analisi del dato dello stesso periodo degli ultimi cinque anni, il 2015 risulta in linea con il 2011 per numero di eventi, ma con un calo del 18,9% del terreno bruciato (275 ettari contro i 226 attuali). Nel 2013 e 2014 – anni caratterizzati da alti livelli di piovosità anche in estate e con temperature ben al di sotto dei valori medi – i numeri risultano di molto inferiori alla media (378 ettari). Il 2012 si è invece rivelato l’anno più critico, con 593 incendi e quasi 1500 ettari di bosco andato in fumo. “Quelli del 2015 – ha dichiarato il comandante regionale del Corpo Forestale Giuseppe Vadalàpossono dunque essere considerati dati discretamente soddisfacenti”. Merito della collaborazione sempre più stretta con la Regione e gli enti locali, oltre che del prezioso contributo degli oltre 4000 volontari del Coordinamento Volontario Toscano per l’anticendio boschivo. La sinergia ha infatti portato ad un’attività di investigazione e repertazione sempre più efficiente che, unita al divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali nei mesi di luglio e agosto, ha prodotto il dato più contenuto del quinquennio.

Un discorso a sé meritano gli incendi dolosi, per i quali ha fatto da regina la collaborazione dei cittadini in merito alle segnalazioni. Queste, tuttavia, non hanno potuto evitare la distruzione di 44 ettari di superficie boschiva causata dalla decina di incendi registrata negli ultimi giorni nella provincia di Lucca, episodi per quali è stato individuato il presunto piromane. Complessivamente, però, i risultati ottenuti dalla collaborazione tra Forestale e Regione sono soddisfacenti. “Nel 2015 – ha dichiarato l’assessore all’agricoltura e alle foreste Marco Remaschi abbiamo mantenuto ben al di sotto dell’ettaro l’indicatore di efficienza di intervento, ovvero la superficie boscata media a incendio. Il calo consistente negli ultimi 10 anni è imputabile anche al cambiamento del clima, ma va riconosciuto grande merito all’organizzazione regionale, che in questi anni si è potenziata e migliorata, e all’indispensabile opera di tecnici e operai forestali degli enti competenti”.

In occasione dell’incontro è stato inoltre affrontato il problema del surplus di ungulati. Dopo l’incidente della scorsa notte a Castellina Marittima dove, nello scontro in auto con un cinghiale, un trentanovenne ha perso la vita, è emersa chiaramente l’urgenza di un contenimento degli animali. Il numero di cinghiali (e di ungulati in generale), in Toscana e in tutto il territorio nazionale, è emergenziale e si affianca poi all’alta presenza di lupi. Dopo che Coldiretti ha denunciato danni ambientali per oltre 20 milioni annui, di “problema insostenibile” ha parlato lo stesso Remarchi, che ha annunciato l’approntamento di una legge ad hoc. “Ci incontreremo con le associazioni venatorie. È necessaria un provvedimento che preveda un maggior numero di abbattimenti per riportate la popolazione di animali selvatici ai giusti livelli”. Popolazione che, al momento, supera tra le 20 e le 30 volte i livelli di guardia.

vadalà e company

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