energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Caltagirone manovratore, lascia cda e presidenza Mps e veleggia verso Unicredit Economia

Per lasciare, lascia. Francesco Gaetano Caltagirone, autosospesosi dagli incarichi al vertice di BMps lo scorso 10 novembre dopo la condanna, il 31 ottobre, da parte del Tribunale di Milano a tre anni e sei mesi di reclusione e a 900 mila euro di multa nell'ambito del processo per la tentata scalata dell'Unipol alla Bnl, rende pubblica oggi, 26 gennaio, una decisione cui si era avviato a grandi passi negli ultimi tempi, a partire da dicembre e in modo più deciso nell’ultimo mese: esce infatti dal cda e lascia la vicepresidenza della banca senese. L'imprenditore avrebbe comunicato la sua decisione al cda che avrebbe dovuto convocare l'assemblea per il suo reintegro, dopo l'autosospensione. Un disimpegno da Rocca Salimebeni che era trapelato, a livello azionario (a partire da dicembre e, in modo più deciso, in quest'ultimo mese) dalla vendita di corposi pacchetti di titoli in borsa. Il costruttore ed editore romano a luglio scorso, dopo l'aumento di capitale della banca senese, risultava avere in mano il 4,72% del capitale, mentre ad oggi risulta essere sceso al 2,1% circa. Secondo quanto emerso dalle comunicazioni societarie rese note oggi dalla Consob, il 18 gennaio scorso la quota del vicepresidente in Mps è scesa al 2,787%, rispetto al precedente 3,923% del 4 dicembre 2008.
Dalle stesse comunicazioni Consob (ultimi aggiornamenti della Commissione partecipazioni rilevanti) si apprende che la quota è detenuta indirettamente attraverso Fincal (1,921%), Mantegna 87 (0,283%), Caltagirone Editore(0,235%), So.Fi.Cos (0,23%) e Capitolium (0,118%).
Intanto, in queste ore, la quota continua a scendere: alle 19,12 sarebbe sotto il 2%.

Che un Caltagirone in manovra dismetta Mps, è dunque ormai più che lampante: tant’è vero che il cda di Rocca Salimbeni diffonde una nota in cui si legge che il consiglio di amministrazione ha preso atto, nella seduta odierna, della volontà del costruttore romano di dimettersi. Secondo quanto sottolineato nella lettera di dimissioni,l’ormai ex-vicepresidente del Cda senese avrebbe addotto un’interpretazione della norma che non consente i doppi incarichi (art.36 l.214/2011) per ritirarsi garbatamente optando per la carica di vicepresidente di Assicurazioni Generali.

Altre ipotesi? Una su tutte, nonostante fonti vicine a Caltagirone si chiudano in un secco no comment.
E l’ipotesi delle ipotesi sarebbe che lo stesso costruttore ed editore sia tra i nuovi soci stabili di Unicredit. Del resto, voci ben informate dicono che l’interessamento dell’imprenditore romano a partecipare all’aumento di capitale (che ha fine domani) fosse stato espresso già nei giorni scorsi (con indicazione di quota all’1%), e si vocifera che la quota di partecipazione al capitale Unicredit potrebbe arrivare al 2%, una valutazione che parrebbe tuttavia troppo alta e poco credibile.
Un importante pacchetto di azioni, comunque, nell’ambito di un aumento di capitale del 7,5 miliardi di Piazza Cordusio.
Una quota la cui rilevanza potrebbe preludere a Caltagirone l’ingresso in consiglio di amministrazione della stessa Unicredit.
Intanto, questa sera il titolo dell’istituto senese chiude in rialzo del 5,18%. Quello di Unicredit si contiene a un + 0,58%.

Mentre Caltagirone manovra, il nuovo dg Fabrizio Viola ha incontrato i potenti coordinamenti sindacali di Banca monte dei Paschi. Quelli stessi che accolsero la sua nomina con un preventivo concertino di fischietti e striscioni sotto le finestre dietro le quali avveniva il conferimento dell’incarico.
Un incontro tutto sommato positivo, che vede i sindacati sostanzialmente in attesa, ma soddisfatti delle linee di comportamento illustrate dal nuovo dg.
"La priorità della banca in questo momento è quella di rispondere alle osservazioni dell'Eba in materia di patrimonializzazione dimostrando di poter fare a meno dell'aumento di capitale". Primo punto ribadito da Viola ai sindacati nel corso dell’incontro di ieri 25 gennaio. Nella nota diramata dalle Rsa, anche la posizione del dg circa il piano industriale: "ha affermato di non avere intenzione di presentarne uno nuovo ma di voler sottoporre a revisione quello esistente, nella piena conferma del modello di banca commerciale radicata sui territori di riferimento".
Per quanto riguarda la struttura interna "ha espresso la volontà di valorizzare al meglio le professionalita' esistenti all'interno dell'azienda".
Fin qui, dunque, le organizzazioni sindacali del Gruppo Mps considerano ''tale approccio condivisibile'' ma rimandano ''ogni valutazione di merito al momento in cui le parole si trasformeranno in fatti e cioe' in progetti e in procedure negoziali''.

Nell’attesa, i sindacati mandano un messaggio chiaro al presidente della Banca e a quello della Fondazione:''I lavoratori ed il sindacato faranno come sempre la loro parte ma ribadiscono che la nuova fase richiederebbe una chiara assunzione di responsabilità da parte del presidente della Banca e del presidente della Fondazione. Il fatto che questa tardi a realizzarsi non contribuisce certo a ristabilire un clima di fiducia fra le parti''.
 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »