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Calvana: 50 bimbi oggi sulla tomba del piccolo Franco Cronaca

50 bambini della parrocchia di San Martino a Paperino hanno fatto visita questa mattina  nel cimitero di Poggio a Caiano alla tomba del loro compagno Franco Lori, 11 anni, morto durante un'escursione sul monte della Calvana martedi scorso. Assieme a loro il parroco don Carlo Gestri. Tutti hanno deposto un fiore – in prevalenza rose di colore giallo, simbolo dell'amicizia – e alcune letterine indirizzate al loro compagno, pregando e intonando anche un canto religioso. Alla visita, durata circa mezzora, era presente una zia del piccolo morto.

Sembra intanto essersi raffreddata la tensione tra i familiari e la diocesi di Prato: lo striscione che i genitori avevano esposto sul balcone di casa, proprio davanti alla parrocchia di San Martino a Paperino, con la scritta “Quinto comandamento, non uccidere”, è stato rimosso nei giorni scorsi dopo un contatto tra i familiari, il vescovo ed il parroco.

Ieri il parroco ha avuto anche un incontro riservato con i genitori.

Nel fine settimana i legali della famiglia avevano precisato che i genitori non intendevano sollevare alcuna accusa.

“I familiari – precisava una nota dell'avvocato Dimitri Caciolli – non sollevano alcuna accusa: non è loro compito; dopotutto, allo stato, non vi sono elementi per poter ipotizzare alcuna responsabilità. La famiglia Lori-Viani, attualmente, attende solo di conoscere la causa del decesso del loro figlio che, partito per una gita, non faceva più ritorno a casa. Starà poi alla magistratura, a cui si affidano i nostri assistiti, fare luce su eventuali responsabili del tragico episodio''.

I legali precisano anche che “il numero dei partecipanti alla gita era di 76 bambini con 10 accompagnatori, di cui solo cinque – compreso il parroco – maggiorenni”.

Quanto all'episodio  – condannato dall’Ordine dei Giornalisti, cdr Nazione, Sindacato Giornalistici – che ha visto coinvolte due croniste de “La Nazione”, aggredite dalla madre del piccolo Franco mentre aspettavano l’arrivo della salma, i legali si chiedono:”Ma è così necessario riprendere i due genitori che piangono all'arrivo della bara bianca con dentro il corpo esanime del piccolo figlio?”.

Anche il Vaticano si sta interessando alla vicenda.

Dai microfoni di Radio Vaticana don Paolo Aiello, parroco romano, amico del parroco di Paperino ha detto: “Ho sempre avuto grande stima per Don Carlo, è un giovane serio e noi gli siamo vicini perché capiamo quale può essere il travaglio personale, spirituale e psicologico, in questi momenti. Preghiamo per lui e per il piccolo Franco e la sua famiglia”. “Chi non è mai stato nei nostri ambienti – precisa Don Aiello – e non ha mai visto il sacrificio e la cura di tanti sacerdoti, il loro impegno costante, quasi eroico, spesso finisce per infangare la figura dei sacerdoti. Si cerca alle volte solo il marcio – che pure ha purtroppo toccato gente del clero – dimenticando tanti altri preti generosi che hanno letteralmente salvato tante vite”.

Don Samuele Marelli, del Forum degli Oratori Italiani, giudica “comprensibili le reazioni di pancia dei genitori di Franco. Capiamo il loro dolore ma – sottolinea – mi pare improprio dire che ci sia stata una imperizia del sacerdote. Non c'è stata trascuratezza da parte della parrocchia, né si può parlare – come alcuni media hanno fatto – di organizzazione pressappochista. C'è il rischio di strumentalizzazione dopo questa tragica fatalità. L'oratorio – continua Don Marelli – è il volto simpatico della parrocchia ed è inattaccabile”. Circa la presunta inaffidabilità degli oratori sollevata da taluni, don Marelli replica: ''Non è vero. Sempre più si ricorre nelle attività degli oratori alle professionalità retribuite, accanto a quelle dei volontari. E poi nulla è improvvisato perchè ci si prepara di continuo con corsi formativi ad hoc”. 

Intanto una iniziativa del Consiglio Comunale di Prato è apparsa inopportuna: il conferimento della cittadinanza onoraria di Prato – approvata alla unanimità – a monsignor Gastone Simoni, Vescovo di Prato, proposta dal sindaco Roberto Cenni e appoggiato da tutti i Gruppi consiliari. Una proposta doverosa per chi ha fatto tanto per la città e la diocesi di Prato, e che si appresta a lasciare la guida della diocesi, ma in questo momento di lutto per la comunità pratese si poteva rimandare questo atto alla successiva settimana , e non in concomitanza con il funerale del piccolo Franco.

Per fare festa c’è sempre tempo. Per piangere i morti, mai.

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