energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Calvana: Magistratura indaga ma senza accuse precise Cronaca

Grazie ad un tam tam su Facebook i genitori dei bambini che ieri hanno partecipato all'escursione sulla Calvana, a Prato, dove è morto Franco Lori, di 11 anni, stamani si sono trovati nella chiesa della parrocchia di Paperino con il parroco don Carlo Gestri, che ieri guidava la gita. L'incontro,  a cui hanno partecipato circa 100 persone, si è chiuso con una madre che ha urlato al prete: “Siamo con lei”.  Don Carlo si è anche soffermato a parlare in privato con un gruppo di bambini. E’ poi arrivato anche il Vescovo, Gastone Simoni che, soffermandosi a parlare brevemente con i giornalisti ha spiegato che la camminata non è stata di 4 ore, criticando anche il fatto che sui media la vicenda sia stata fatta raccontare da dei bambini che erano sotto choc. 

Intanto la Procura ha iniziato a fare trapelare le prime indiscrezioni. L’ipotesi di reato potrebbe essere  omicidio colposo, ma al momento, secondo i Magistrati, non sono emersi elementi di responsabilità nei confronti degli organizzatori, ovvero parroco e accompagnatori.

E’ stata disposta l'autopsia che servirà a chiarire se il bambino fosse affetto da qualche patologia congenita, che potrebbe aver causato l’improvvisa morte. Alla luce degli esiti dell'esame autoptico gli inquirenti potranno decidere se procedere ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.

Al  momento, gli investigatori non sarebbero in possesso di elementi tali da far pensare che il bambino abbia manifestato agli accompagnatori, in maniera pressante, il proprio malessere prima di perdere i sensi.

Anche sui soccorsi gli inquirenti non hanno dubbi: “I tempi con cui i soccorritori ieri hanno raggiunto la gita parrocchiale non necessariamente sono imputabili all'organizzazione dell'intervento”. Gli inquirenti hanno spiegato che gli accompagnatori hanno attivato i soccorsi quando si sono accorti che non riuscivano a “trattare autonomamente il bambino” e che ci sono state delle difficoltà nella localizzazione del gruppo, tanto che prima c'è stato un primo approccio da terra, e poi l'invio dell'elicottero.

Non la pensano così i genitori che denunciano come dalla prima chiamata – secondo loro alle 12,30/12,45 – i soccorsi siano arrivati alle 14,30.

Troppo tempo,secondo i genitori.

Pochi minuti fa, poi, con un comunicato ufficiale, la diocesi ha diramato la ricostruzione fatta dal parroco don Gestri.

“Don Carlo Gestri, parroco di Paperino, presente ieri alla escursione, molto scosso dall’accaduto non vuole rilasciare dichiarazioni ma ha spiegato le esatte dinamiche della vicenda. Pertanto la Diocesi tiene a precisare che la gita prevedeva un cammino di poche ore lungo un percorso conosciuto, non solo dagli animatori responsabili del gruppo, ma anche dai bambini e ragazzi partecipanti. Negli anni scorsi infatti la quasi totalità aveva partecipato ad una escursione con lo stesso percorso di quella organizzata nella giornata di ieri”.

“La gita sul monte ha avuto la sua partenza dai Cappuccini. Tutti erano equipaggiati, con acqua, pranzo al sacco e berretto, secondo le istruzioni richieste dagli animatori nei giorni scorsi. La sosta per il pranzo, dopo una prima a Casa Bastone, era prevista a Cavagliano, località dove ci sono case abitate e la possibilità di dissetarsi ad una fontana. Infatti quando il gruppo ha raggiunto tale luogo tutti hanno riempito borracce e bottiglie e si sono dissetati. Nessuno dunque era disidratato”.
“Il percorso – continua il resoconto della diocesi – è stimato in poche ore e il programma prevedeva di compierle nell’arco di una intera giornata. Il tratto che tutti hanno percorso fino a che la gita non è stata interrotta per il tragico evento, era per la maggior parte riparato e ombreggiato. La giornata di ieri inoltre aveva il cielo velato. Il sito della Provincia di Prato stima il tratto da Bifolchi a Casa Bastone in soli ’45 minuti e lo classifica come «facile»”.

“Il ragazzo di undici anni, F.L., che è morto tragicamente in seguito ad arresto cardiaco –precisa la diocesi – si è sentito male a poca distanza da Cavagliano, all’altezza del bivio tra i sentieri segnati Cai 20 e 28. Il ragazzo non ha accusato alcun malore fino a quel punto della camminata. È falso dunque, come riportato da alcuni quotidiani, che il ragazzo avesse detto o mostrato di sentirsi male in altri tratti del percorso. Ed è importante sottolineare che nessun altro ragazzo si è sentito male”.

“Improvvisamente, alle 12,45, il ragazzo ha mostrato segni preoccupanti di sofferenza e l’animatrice che si trovava con lui, persona che ha frequentato un corso di primo soccorso e dunque capace di apportare un primo intervento, ha chiamato il 118. Contemporaneamente ha prestato i primi soccorsi. Il parroco, che si trovava alla testa della fila, ha immediatamente raggiunto il ragazzo. Già nella prima chiamata al 118 l’animatrice ha chiesto l’invio di un elicottero, visto che si trovavano a mezza costa sul monte. Nel frattempo il resto del gruppo ha raggiunto Cavagliano”.

“Prima dell’arrivo dell’elisoccorso dei Vigili del Fuoco e del medico insieme ai volontari Vab arrivati via strada – precisa e conclude la diocesi – sono state fatte quattro telefonate con richiesta di aiuto al 118 e una ai Pompieri. I soccorsi sono stati prestati alle 14,30, un’ora e mezzo dopo la prima chiamata”.

Nel primo pomeriggio – attraverso la Regione Toscana – è anche arrivata la ricostruzione dei fatti secondo la centrale operativa del 118, fatta dai responsabili del 118 di Firenze, Lucia De Vito, e di Prato, Simone Magazzini, effettuata in ordine cronologico, fin dalla prima chiamata, giunta alla centrale operativa del 118 di Firenze alle ore 13.08.

“Nonostante la Calvana sia in territorio pratese – osserva Lucia De Vito – le prime chiamate fatte dai cellulari hanno agganciato la centrale di Firenze, che le ha immediatamente dirottate su quella di Prato: la prima alle 13.08, le successive alle 13.16, 13.33, 13.46''.

“A chiamare erano persone adulte, non bambini. Chiediamo sempre la localizzazione. Quanto più i posti sono impervi, tanto più la localizzazione è importante, per riuscire a raggiungerli nel più breve tempo possibile''.

Non appena la prima chiamata, quella delle 13.08, è  stata inoltrata dalla centrale di Firenze a quella di Prato (13.09), sono partiti i soccorsi via terra.

“Nel giro di pochi minuti – dice Simone Magazzini – abbiamo mandato un'ambulanza e una jeep a quattro ruote motrici. Voglio precisare che le prime richieste di soccorso parlavano di 'colpo di calore', e come localizzazione davano Casa Bastoni, una località che si raggiunge facilmente con i mezzi. Quando i mezzi sono arrivati a Casa Bastoni, i soccorritori si sono resi conto che il gruppo era invece quasi in cima alla Calvana, dove si può arrivare solo a piedi. Quindi hanno lasciato i mezzi e hanno proseguito a piedi”.

Nello stesso momento, ricostruisce la centrale operativa di Prato, ha chiesto a quella di Firenze l'invio dell'elisocorso e l'intervento del Soccorso alpino e dei Vigili del fuoco.

I soccorsi a piedi sono arrivati alle 14.28, e i medici hanno cominciato il massaggio cardiaco.

''Alle 14,08 la centrale di Prato ha fatto a quella di Firenze la richiesta dell'elicottero – afferma Lucia De Vito – il Pegaso, partito dall'ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri, Bagno a Ripoli, è arrivato sul posto alle 14,33. Il medico dell'elisoccorso ha trovato già i colleghi giunti a piedi impegnati nelle manovre rianimatorie, che sono proseguite, finché, alle 15,22, il bambino è stato messo sull'elicottero e portato a Careggi, dove il Pegaso è arrivato alle 15,26”

Foto:www.notizie.tiscali.it

Print Friendly, PDF & Email

Translate »