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Cambia il welfare: meno risorse, più cooperative sociali Breaking news, Cronaca, Società

Firenze – Centotrentotto cooperative sociali: è questo il numero dei soggetti che in Toscana fanno capo a Legacoop. Una realtà economico-sociale di peso, che stamattina, nel corso dell’assemblea regionale che si è tenuto all’Educatorio del Fuligno, ha registrato anche un cambio al vertice. Responsabile delle cooperative sociali di Legacoop Toscana è diventato infatti Marco Paolicchi, classe 1972, socio fondatore e presidente dal 1998 della cooperativa sociale Pane&Rose di Prato, che prende il posto di Eleonora Vanni, vicepresidente nazionale di Legacoopsociali e candidata alla presidenza nazionale.

Delle 138 cooperative sociali,  68 sono di tipo A e si occupano di servizi socio-sanitari, educativi e formativi41 sono di tipo B e svolgono attività finalizzate all’inserimento di persone svantaggiate18 sono a scopo plurimo (AB) e sono impegnate in entrambi gli ambiti; 11 sono i Consorzi.

Nel 2016 il valore della produzione del settore sociale di Legacoop Toscana ha sfiorato i 400 milioni, con un +7% rispetto al 2015 (+25.9% rispetto al 2013). Gli addetti sono circa 12.250, tra soci e dipendenti+2,7% rispetto al 2015 (+21,4% rispetto al 2013). Nel 2016 è cresciuta anche la redditività (che già nel 2015 era tornata ad avere segno più), con effetti positivi sulla patrimonializzazione, il cui valore nel 2016 è pari a oltre 61 milioni, +2% rispetto al 2015.

La lieve flessione che si è registrata rispetto al 2013 è dovuta ai numerosi processi di riorganizzazione, fusione e incorporazione che hanno interessato il settore: 16 delle attuali realtà sono la risultante di processi aggregativi che hanno coinvolto ben 42 cooperative. Queste 16 cooperative sociali rappresentano in termini di fatturato il 29,2% (dunque quasi un terzo) del totale del settore, con un valore della produzione pari nel 2016 a oltre 115 milioni e con 4.109 lavoratori occupati (pari al 34% del totale); inoltre i tassi di crescita del fatturato (+11.4% rispetto al 2015) e degli addetti (+ 2,5%) risultano superiori alla media del settore.

Il dibattito di questa mattina, intitolato  “Laboratorio Welfare: i nuovi bisogni e la riforma del Terzo Settore”,  ha messo in luce le principali sfide che attendono il settore, e che riguardano i nuovi corsi sia del welfare toscano sia le recenti riforme legislative, a partire da quella del Terzo Settore e dell’impresa sociale. Del resto, le cooperative sociali non solo “hanno retto negli anni di crisi “, come dice il nuovo responsabile Paolicchi, ma sono anche cresciute “per valore di produzione riuscendo, nel complesso, a reggere l’impatto della drastica diminuzione delle risorse: a volte ristrutturando l’organizzazione, ma più spesso mettendo a disposizione della difesa dell’occupazione e dei servizi risorse proprie”. 

Per quanto riguarda l’occupazione, Paolicchi indica parla “l’incremento occupazionale di donne e di giovani qualificati, una tenuta importante dei lavoratori svantaggiati e delle lavoratrici che, a differenza di altri settori, non solo non sono state espulse dal mercato del lavoro, ma si sono trovate a rappresentare l’unico sostegno economico in famiglie ad alto rischio di povertà. La riforma del Terzo Settore e dell’impresa sociale, il nuovo Codice degli appalti, così come le prossime riforme regionali di alcuni riferimenti normativi fondanti la cooperazione sociale e i servizi in cui siamo impegnati quotidianamente, imporranno un’attenta analisi e una valutazione delle ricadute sia in termini economici che organizzativi, aprendo però, al tempo stesso, una nuova stagione di relazioni con gli altri attori del welfare e all’interno di Legacoop stessa”.

“Anche per la cooperazione sociale toscana si confermano i trend di crescita e consolidamento che hanno contraddistinto quest’ultimo quadriennio, caratterizzato da una contrazione delle risorse a disposizione – sostiene la vicepresidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni -. Per la cooperazione sociale si apre adesso, sia sul piano nazionale sia su quello regionale, una fase nuova, in relazione alla riforma del Terzo Settore e a un generale ripensamento del sistema del welfare e dei servizi alla persona”.

E la fase nuova, in buona sintesi, è quella che si pare con le riforme legislative e che riguardano innanzitutto il “cambio” di passo imposto all’intero sistema di welfare. Un sistema che sta diventando sempre più “dipendente” da soggetti “esterni”, come appunto le cooperative sociali. Un settore in espansione, spinto dalla progressiva diminuzione delle risorse pubbliche che va di pari passo al generale invecchiamento della popolazione e all’emergere di nuovi bisogni, come specifica il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini, che parla di “un settore destinato a diventare sempre più strategico per l’economia a livello regionale e nazionale: in un quadro di progressiva diminuzione delle risorse pubbliche, di invecchiamento della popolazione e di fronte all’emergere di nuovi bisogni da parte dei cittadini, le cooperative sociali saranno infatti uno degli attori fondamentali del nuovo welfare”.

Se dunque di “rivoluzione del welfare” si potrebbe parlare, una grande importanza avrà il nuovo Codice degli appalti, vero svincolo per affidare attività importanti e socialmente di assoluta rilevanza a soggetti competenti e capaci di “stare sul mercato”.  Del resto, il fatto che gli amministratori considerino ormai insostituibile il ruolo del Terzo Settore nei servizi e nelle attività di welfare, è sottolineato dal sindaco di Prato Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana e delegato all’immigrazione di Anci nazionale : “L’attività che la cooperazione sociale svolge sui territori è insostituibile.  Per noi amministratori è fondamentale relazionarsi con soggetti forti, competenti e radicati territorialmente ed essere affiancati da realtà ed esperienze che hanno la capacità di stare sul mercato con qualità, professionalità, rispetto delle norme e valori alti e importanti. È questa la sfida che abbiamo davanti”.

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