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Clima, Wwf e Oxfam: tassare le emissioni del trasporto marittimo Ambiente

All'ultima United Nations Climate Change Conference sul cambiamento climatico in Cancun (Mexico) nel dicembre 2010, i governi hanno salvato dal collasso il  negoziato, ma non hanno risolto la crisi del clima. Dal 28 novembre al 9 dicembre a Durban in Sudafrica si terrà la 17a Conferenza (www.cop17-cmp7durban.com) e la riduzione dei gas serra climo-alteranti è ancora un'emergenza per il pianeta, ed in particolare per le popolazioni più colpite dagli effetti disastrosi del cambiamento globale del clima.
Il trasporto marittimo è una delle maggiori e crescenti fonti di emissioni di gas serra. Il rapporto WWF-Oxfam "Out of the Bunker – Time for a fair deal on shipping emissions” ossia “Fuori dal bunker, è tempo per un accordo leale sulle emissioni navali" ci spiega che le emissioni totali del trasporto marittimo internazionale sono circa il 3% per cento delle emissioni globali. Per farsi un'idea la loro quantità supera il totale delle emissioni provenienti dalla Germania ed è il doppio delle emissioni dell'Australia. Le emissioni delle spedizioni marittime sono raddoppiate tra il 1990 e il 2007 e si prevede che potranno più che raddoppiare ancora entro il 2050.

WWF e Oxfam international www.oxfam.org chiedono all'Europa di promuovere l'istituzione di una tassa sulla produzione di CO2, noto gas serra, prodotta dal trasporto marittimo attraverso la combustione del cosiddetto bunker, l'olio combustibiole a bordo delle navi. Secondo questa proposta l'applicazione di un prezzo del carbonio di 25 dollari per tonnellata di carburante per le navi aiuterebbe a ridurre le emissioni e a generare 25 miliardi dollari all'anno entro il 2020. Il finanziamento potrà essere  utilizzato sia per compensare i paesi in via di sviluppo per le spese di importazione, marginalmente più elevate, che potrebbero derivare dal prezzo del carbonio, sia per fornire più di 10 miliardi di dollari all'anno al Fondo verde per il clima (Gcf). Il Gcf inaugurato alla conferenza dell'Onu sul clima dello scorso anno a Cancun serve a convogliare i fondi per la lotta ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo, ma al momento è in rosso.

Se la UE sposasse la proposta di tassa sulle emissioni di carbonio da bunker sulle rotte marittime, potrebbe ottenere un'intesa per affrontare le crescenti emissioni di gas serra prodotte dal trasporto marittimo internazionale ed anche aumentare di miliardi di dollari gli aiuti ai paesi in via di sviluppo impattati dal cambiamento climatico, senza colpire le loro economie.

Oxfam è l'rganizzazione internazionale impegnata per lo sviluppo e contro l’ingiustizia della povertà nel mondo, composta da  14 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con 3.000 partner locali in oltre 99 paesi. Specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, opera in Bosnia Erzegovina, Libano, Marocco, Palestina, Vietnam, Sri Lanka, Cameron, Repubblica del Congo, Sud Africa, Bolivia, Brasile, Equador, Repubblica Domenicana, Haiti, Honduras, El Salvador, Guatemala. Ha sedi di lavoro in  America, Australia, Belgio,Canada, Francia Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, India, Spagna, Irlanda, Messico Nuova Zelanda, Olanda, Quebec, Italia, Giappone.

L'Europa non ha bisogno di agire unilateralmente sulle emissioni  dei trasporti marittimi – ha detto Elisa Bacciotti, direttrice campagne di Oxfam – poichè è perfettamente in grado di arrivare a un accordo equo e globale per ridurre le enormi emissioni di gas serra generate dal trasporto. Accordo  che non colpisca ingiustamente i paesi in via di sviluppo e raccolga miliardi di euro in contanti per azioni per il clima nei paesi poveri. E’ tempo per il trasporto marittimo di diventare parte della soluzione del cambiamento climatico, non una grossa parte del problema”.
"La conferenza sul clima di Durban quest'anno offre l'occasione ideale per un accordo globale sul trasporto marittimo – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – un meccanismo per affrontare le emissioni del settore e allo stesso tempo fornire finanziamenti per lo sviluppo dei paesi poveri.
"Questo dovrebbe essere uno dei pilastri per un pacchetto di risultati forti da raggiungere a Durban – ha proseguito –  in grado di mettere il mondo sulla strada per evitare cambiamenti climatici dirompenti. Questo può essere un contributo concreto che l'Unione europea, insieme con la presidenza sudafricana della conferenza sul clima, può portare avanti, garantendo una nuova fonte di finanziamento. Il progetto dettagliato del Global Climate Fund sarà deciso a Durban, ma se non saranno identificare le fonti di finanziamento avremo una banca senza soldi ".

Scarica rapporto Out of the Bunker – Time for a fair deal on shipping emissions

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