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Camera di Commercio. Luci e ombre dalla crisi Economia

La Camera di Commercio di Firenze lancia la “sua” giornata della trasparenza per rendere conto delle sue performance di ascolto e apertura all'utenza, ma non nasconde che il 2011 è stato un anno caratterizzato sia da «luci» che da «ombre». Un chiaroscuro che riflette non solo la situazione dell'ente relativa alla sua trasparenza, ma anche lo stato dell'arte dell'imprenditoria, che nell'attuale momento di crisi soffre soprattutto in termini di accesso al credito e domanda di servizi e consulenze esterne. 

Galgani: “Linguaggio pa incomprensibile” – Se la camera di Commercio di Firenze esulta per i 2 milioni di euro risparmiati nel 2012 rispetto ai suoi «costi strutturali», con il suo presidente Vasco Galgani esprime «disagio» per il linguaggio utilizzato dalla pubblica amministrazione, spesso «incomprensibile». In particolare il numero uno di piazza del Grano se la prende con le norme applicative della spending review voluta dal governo Monti, un «pacco di di pagine fronte e retro» per la cui decifrazione sarebbero necessari «dieci consulenti giuridici». Se le difficoltà

Le parole degli imprenditori – Isabella Lutri, imprenditrice e titolare della Qualitas forum, azienda di formazione e consulenza per il settore turistico nata 12 anni fa, ritiene «abbastanza efficienti» i servizi offerti dalla Camera di Commercio del capoluogo toscano, plaudendo al lavoro fatto dall'ente per rispettare i canoni di efficienza imposti dalla legge Brunetta. Di ben altro tono è però il suo giudizio sulla situazione economica. «C'è una grossa contrazione delle attività – spiega – che si manifesta ora come mai, in virtù della consapevolezza della crisi». Per l'imprenditrice chi si avvale dei suoi servizi ha «contratto notevolmente» la propria domanda, rinunciando anche ad ogni investimento nella «responsabilità sociale» di impresa, che comporta maggiori costi di produzione e che è stata «cancellata» dalla crisi. «Le piccole imprese – conclude – hanno bisogno di tante cose, a cominciare da servizi di supporto e accesso al credito».

Farisei (Cna): “Le banche tornino a fare le banche” – È proprio sulla difficoltà di accedere a prestiti che punta il dito il direttore della Cna di Firenze Alessandro Farisei, secondo il quale «è un momento in cui si sta male tutti». «Con le banche – prosegue Farisei – ormai abbiamo un rapporto conflittuale, in quanto secondo noi hanno smesso di fare le banche». Le imprese, argomenta Farisei, «hanno idee, ma sono i soldi a mancare» e i primi veri segnali di ripresa si avvertono dal comparto del lusso, dietro al quale ci sono «piccole e piccolissime imprese afferenti all'indotto».

I dati della trasparenza – Per ciò che riguarda le performance della Camera di Commercio di Firenze in materia di trasparenza, monitorate da Iacopo Cavallini, ci sono dati confortanti. Il tempo medio di evasione delle pratiche del registro delle Imprese risulta essere più basso rispetto alle altre camere toscane con 9,10 giorni anziché 11,77, tant'è che il direttore dell'istituto di valutazione Cavallini parla di «sensazioni positive» e di una «struttura pubblica sana». Ma ci sono anche dati «meno buoni» per la Camera di Commercio. A cominciare dalla flessione delle imprese attive nella provincia fiorentina, a oggi 94.029 e dei tempi di lavorazioni delle fatture, dove a fronte di una media regionale di 23 giorni, Firenze fa segnare un pesante gap a 40 giorni.

 
 

Foto: Vasco Galgani

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